28 ottobre 2014

Boyhood (Richard Linklater, 2014)

Boyhood (id.)
di Richard Linklater – USA 2014
con Ellar Coltrane, Ethan Hawke
***

Visto al cinema Uci Bicocca, con Sabrina.

L'infanzia e l'adolescenza di Mason jr (Ellar Contrane), figlio di genitori separati (Patricia Arquette ed Ethan Hawke), che cresce con la sorella Samantha (Lorelei Linklater, figlia del regista) in una cittadina del Texas. La particolarità di "Boyhood", e forse anche il suo maggior pregio, sta nel concetto alla base della sua realizzazione: Linklater ha infatti girato "in tempo reale" per dodici anni (dal 2002 al 2013, ogni volta per pochi giorni) con attori che nel frattempo crescevano proprio come i loro personaggi. Si parte quando il protagonista è un bambino di sei anni e si termina quando compie diciott'anni, si diploma e lascia la casa per andare al college. Nel mezzo, i rapporti con i genitori e la sorella, i traslochi prima a Houston e poi a San Marcos, le amicizie, i primi amori, la scuola, l'interesse per la fotografia, e via dicendo. Il risultato è un romanzo di coming of age (definito addirittura "tolstoiano" da Hawke) che procede con il realismo della vita vera, visto che la sceneggiatura veniva quasi improvvisata anno dopo anno (con gli stessi attori che contribuivano a scrivere i dialoghi dei propri personaggi, una pratica consueta per Linklater: vedi per esempio la trilogia di "Prima dell'alba", sempre con Hawke). Assistiamo così a scene di vita quotidiana che scandiscono le diverse vicissitudini che capitano alla famiglia (la madre cerca un paio di volte di ricostruirsi una vita con un altro uomo, senza fortuna; il padre, d'altro canto, rimane comunque affezionato ai suoi due figli, tornando a visitarli ogni volta che può), con tanti siparietti che coinvolgono personaggi che entrano ed escono dalle vite dei bambini/ragazzi (memorabile la festa per i quindici anni di Mason, con i nonni acquisiti che gli regalano un fucile e una bibbia!). Tutta una successione di "momenti", dunque, incorniciata dalla frase finale: "Non siamo noi a cogliere i momenti, sono i momenti a cogliere noi". Da notare la cospicua presenza di riferimenti culturali che aiutano a caratterizzare i vari periodi in cui si svolge la storia e soprattutto lo scorrere del tempo: videogiochi (con il passaggio dal Game Boy alla Xbox e alla Wii), cartoni animati ("Dragonball") e film ("Faranno mai un nuovo Guerre Stellari?"), libri ("Harry Potter", "Twilight"), musica, l'avvento dei social network... ma anche eventi politici (la guerra in Iraq, la campagna di Obama). Fra i tanti camei, c'è quello del chiarrista Charlie Sexton (Jimmy, l'amico musicista del padre). Al tempo stesso "epico" e ad ampio respiro (per la vastità del progetto) e intimo e minimalista (per la normalità e l'umanità dei personaggi), è sicuramente un film unico nel suo genere (anche se in passato non sono mancati esperimenti dello stesso tipo: ricordo per esempio "Anna: 6-18" di Nikita Michalkov, con protagonista la figlia del regista russo; oppure, per restare in Italia, "Sorelle mai" di Marco Bellocchio; per non parlare della serie di documentari "Up" di Michael Apted, della saga di François Truffaut dedicata ad Antoine Doinel o, perché no?, dello stesso "Harry Potter"). E chissà che regista e attori non continuino a narrare le vicende di Mason: magari fra una decina di anni vedremo in sala un sequel. Certo, rimane da chiedersi se il film avrebbe lo stesso valore se fosse stato concepito in modo tradizionale, ovvero girandolo tutto in una volta, con attori differenti a interpretare i bambini nelle varie fasi della crescita e un apposito make-up per "invecchiare" gli adulti. Ma forse non è lecito scindere il risultato finale dalla sua caratteristica fondante, visto che (come già detto) Linklater non era partito con una sceneggiatura completa e che anche questa è stata il frutto di un'evoluzione in tempo reale.

3 commenti:

Jean Jacques ha detto...

Film del quale stanno parlando tutti, ultimamente, Dovrò vedermelo appena posso, tempo tiranno permettendo...

Ismaele ha detto...

ti ho citato, sono in modo diverso, forse, d'accordo con te :)

http://markx7.blogspot.it/2014/11/boyhood-richard-linklater.html

Christian ha detto...

Grazie! ^^

Stavo pensando un'altra cosa riguardo a questo film: ovvero, che in fase di montaggio non si poteva dire "Questa scena la rigiriamo"... bisognava usare solo il materiale già a disposizione.