29 aprile 2018

Thor: Ragnarok (Taika Waititi, 2017)

Thor: Ragnarok (id.)
di Taika Waititi – USA 2017
con Chris Hemsworth, Tom Hiddleston
**1/2

Visto in divx.

Per impedire l'avverarsi della profezia del Ragnarok, secondo la quale il regno di Asgard sarà distrutto dal fuoco del demone Surtur, Thor (Chris Hemsworth) sconfigge quest'ultimo e ne porta i resti nella sala dei trofei di Odino. Qui scopre che il padre (Anthony Hopkins) è stato sostituito sul trono con un inganno da Loki (Tom Hiddleston: era avvenuto alla fine del precedente "Thor: The Dark World"). Dopo aver smascherato il fratello, parte con lui alla ricerca di Odino e, con l'aiuto del Dottor Strange, lo trova morente sulle coste della Norvegia. Prima di morire, il padre mette in guardia i figli: la sua primogenita Hela (Cate Blanchett), ambiziosa e malvagia dea della morte, è libera dal suo esilio e intende conquistare non solo Asgard ma l'intero universo. Lo scontro con la sorella è inizialmente impari: Hela distrugge Mjolnir, il martello di Thor, ed esilia i due fratelli sul lontano pianeta Sakaar, dove Thor è costretto a battersi nell'arena del Concorso dei Campioni (Contest of Champions) organizzato dal Gran Maestro (Jeff Goldblum). Il suo avversario non è altri che l'incredibile Hulk (Mark Ruffalo nei panni di Bruce Banner), finito qui dopo gli eventi di "Avengers: Age of Ultron". Insieme a lui e alla coraggiosa ma disillusa Valchiria (Tessa Thompson), Thor fugge dal pianeta e torna su Asgard in tempo per affrontare Hela e le sue armate, guidate da Skurge l'Esecutore (Karl Urban). E si rende conto che per difendere il proprio popolo dovrà sacrificare il regno, scatenando volutamente il tanto temuto Ragnarok... Il terzo film del Dio del Tuono (che, come si vede dal riassunto, è direttamente legato alle altre pellicole Marvel con le apparizioni di Strange e Hulk e un cameo della Vedova Nera, ma per fortuna è godibile anche a sé stante) è un film d'avventura fantascientifica stupido e leggero, ma anche sinceramente divertente, con un regista, il neozelandese Waititi (all'esordio a Hollywood), che a differenza di alcuni suoi colleghi sa rendere "leggibili" le scene d'azione e se la cava bene anche con i tempi comici.

Certo, tutto è low tone, all'insegna di gag, battutine e di divertimento adolescenziale (vedi il tormentone di chiamare Thor "lo zio del tuono", magnifico adattamento italiano di "Lord of Thunder" peraltro, per non parlare del passaggio spaziotemporale denominato "l'ano del diavolo"). E rispetto all'altisonante titolo, il Ragnarok occupa soltanto gli ultimi minuti del film e non ha nulla dell'epicità dei miti: gli "dei" coinvolti sono i soliti due-tre, e mancano i vari momenti chiave della saga norrena (e che pure erano presenti nei fumetti Marvel: la morte di Balder, il serpente Jormungandr... compare giusto il lupo Fenrir). Però in fondo la scelta paga: come detto, siamo di fronte a uno dei cinecomic Marvel più divertenti in senso stretto, e soprattutto i momenti ambientati sul pianeta Sakaar e le interazioni di Thor con Hulk e la Valchiria lasciano più che soddisfatti. Mi è piaciuta in particolare l'umanizzazione di Thor, dalla grande statura eroica ma anche sfigato, sempliciotto e sbruffone. Pur non perdendo la propria potenza (che anzi nel finale è particolarmente sottolineata), viene messo continuamente in difficoltà, sia fisica che psicologica: perde il padre, il martello, la capigliatura (che gli viene tagliata da Stan Lee!), viene trattato da schiavo e da gladiatore, è sconfitto in più di un'occasione ma sa sempre rialzarsi e continuare a combattere non per sé stesso ma per il proprio popolo. Semplicistiche invece le caratterizzazioni degli altri personaggi (tranne che per il solito Loki e per Bruce Banner/Hulk, guest star al quale è dedicato molto spazio, anche giusto vista l'assenza di suoi film personali), la più deludente dei quali è purtroppo Hela. È sempre bello comunque vedere sullo schermo personaggi classici della Casa delle Idee (come Skurge, ritratto nell'iconica posa con i fucili dalle storie di Walt Simonson, o una Valchiria ridisegnata). E interessante la trovata "politica" di rendere gli asgardiani, nel finale, dei profughi in cerca di una nuova patria. Idris Elba è Heimdall, Benedict Cumberbatch è Strange, Rachel House è Topaz (il braccio destro del Gran Maestro), Tadanobu Asano, Ray Stevenson e Zachary Levi sono i Tre Guerrieri (uccisi da Hela). Il regista Waititi, attraverso il motion capture, dà personalmente vita al roccioso gladiatore Korg. Le vicende di Thor, Loki, Hulk e degli asgardiani proseguiranno direttamente in "Avengers: Infinity War".

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