10 dicembre 2017

Suicide Squad (David Ayer, 2016)

Suicide Squad (id.)
di David Ayer – USA 2016
con Will Smith, Margot Robbie
*1/2

Visto in divx.

Dopo la morte di Superman in "Dawn of Justice", il governo statunitense è rimasto senza supereroi al proprio servizio (la nascita della Justice League è ancora di là da venire). E allora la funzionaria Amanda Waller (Viola Davis) ha la pensata di reclutare un pugno di supercriminali, ricattandoli per costringerli a far parte di una "Task Force X" in caso di necessità contro minacce metaumane (termine che indica chi è dotato di superpoteri nell'universo della DC Comics). Ne fanno parte il cecchino infallibile Deadshot (Will Smith), la folle Harley Quinn (Margot Robbie), ex psicologa innamorata del Joker, il rapinatore australiano Capitan Boomerang (Jai Courtney), il piromane represso El Diablo (Jay Hernandez) e il mostruoso uomo-coccodrillo Killer Croc (Adewale Akinnuoye-Agbaje), a cui si unisce in seguito la guerriera giapponese Katana (Karen Fukuhara). Guidati da Rick Flag (Joel Kinnaman), membro delle forze speciali, il gruppo viene inviato a Midway City, città messa a ferro e fuoco dal potere mistico dell'Incantatrice (Cara Delevingne), con lo scopo di portare in salvo un misterioso ostaggio... In attesa del debutto cinematografico del gruppo dei buoni (la Justice League, appunto, che giungerà nelle sale l'anno successivo), la DC scalda i motori con quello dei cattivi, ispirandosi da un lato al concept di "Quella sporca dozzina" e dall'altro alla trama di "Fuga da New York" (c'è persino la capsula esplosiva iniettata nel corpo dei prigionieri per costringerli a collaborare!). Nonostante il buon successo di pubblico, i risultati non sono eclatanti: la sceneggiatura è contorta ma anche infantile e prevedibile, la regia anonima, il montaggio poco equilibrato (c'è la sensazione che manchino diverse scene di raccordo). E se i personaggi (introdotti quasi tutti all'inizio, con veloci presentazioni/origini) sono sicuramente più interessanti della storia stessa, il continuo cambio di focus impedisce di approfondire ognuno di loro al di là di caratterizzazioni superficiali (lo stesso vale per il cattivo, quanto mai generico per motivazioni e obiettivi). Con una sola eccezione, Harley Quinn: se l'insieme sembra a tratti superiore alla somma delle parti e la pellicola offre comunque una sorta di scanzonato e anarchico divertimento, il merito è esclusivamente suo. In effetti, nel cast il nome di richiamo doveva essere quello di Will Smith, ma la vera star si rivela Margot Robbie, che dà vita a un personaggio punk, folle, esuberante. E il suo rapporto con il Joker (qui all'esordio nella versione di Jared Leto, otto anni dopo la morte di Heath Ledger), psicopatico arcinemico di Batman (che – interpretato da Ben Affleck – fa un paio di veloci comparsate, al pari di Flash) è forse la cosa più interessante della pellicola (lo era anche nei fumetti, in particolare in quelli di Paul Dini e Bruce Timm ispirati alla serie animata di Batman, dove è nato originariamente il personaggio di "Arlecchina"). Harley lo chiama con il vezzeggiativo "puddin'", lasciato insopportabilmente in inglese nell'adattamento italiano.

2 commenti:

MikiMoz ha detto...

Invece a me non piace proprio per Harley Quinn (utile a far svestire e inzoccolire qualche cosplayer) e per il Joker tamarro.
Non so, qualcosa non va nell'universo cinematografico DC.

Moz-

Christian ha detto...

Nel bene e nel male, Harley e il Joker sono comunque le uniche cose che si fanno "ricordare" di un film che, per il resto, è assolutamente piatto e convenzionale.

Quanto alla DC, finché facevano film che si reggevano sulle proprie gambe (come i Batman di Nolan), andava bene. Il grave errore è stato quello di voler scimmiottare la Marvel e creare un universo cinematografico così legato (errore che stanno facendo anche altre major, non necessariamente a tema supereroi: vedi per esempio il "Dark Universe" dei mostri della Universal, probabilmente già fallito dopo un solo film...)