28 ottobre 2017

Festen (Thomas Vinterberg, 1998)

Festen - Festa in famiglia (Dogme #1 - Festen)
di Thomas Vinterberg – Danimarca 1998
con Ulrich Thomsen, Henning Moritzen
***1/2

Rivisto in divx.

Alla festa per il sessantesimo compleanno del padre Helge, ricco e potente patriarca della famiglia Klingenfeldt, il figlio maggiore Christian – durante il suo discorso davanti a numerosi ospiti e parenti – fa scoppiare una "bomba", affermando che quando erano piccoli il genitore abusava sessualmente di lui e della sorella gemella Linda (che di recente si è suicidata). Ne segue un momento di imbarazzo da parte di tutti, e inizialmente Christian non viene creduto: ma le cose cambiano quando l'altra sorella Helene legge la lettera che Linda ha nascosto prima di uccidersi, e che conferma le accuse. Il primo film ufficialmente certificato dal movimento "Dogme 95" (e come tale, nel titolo originale, reca il prefisso Dogme #1) è un tesissimo e originale dramma famigliare che indaga nell'indicibile e negli orrori nascosti dietro le ipocrisie e le buone apparenze borghesi. Con un tono che oscilla fra il drammatico e la commedia (tanto che per lunghi tratti non sappiamo se Christian stia dicendo la verità o se si stia inventando tutto) e una grande attenzione alle caratterizzazioni dei personaggi (il comportamento del protagonista rispecchia in maniera realistica le insicurezze e i traumi che abusi di questo tipo possono provocare anche nella vita adulta), il film avvolge lo spettatore nella sua ragnatela, costringendolo a partecipare alla "festa" e ad osservare le reazioni dei presenti: dall'indifferenza di gran parte degli ospiti (che, pur imbarazzati, continuano con le infantili celebrazioni del compleanno del loro ospite, fra canzonzine, brindisi e girotondi) all'ira del collerico e violento fratello Michael, la pecora nera della casata, che pure è fortemente attaccato al senso di famiglia (e, in quanto tale, sarà uno dei più delusi e feriti quando la verità verrà a galla), per non parlare dei vari dipendenti dell'albergo (il capocuoco, il receptionist, le cameriere) che in qualche modo sono solidali con Christian. Come detto, il film segnò l'esordio ufficiale del manifesto di intenti "Dogme 95" fondato (non è chiaro quanto seriamente e quanto come pura provocazione) da Vinterberg e da Lars Von Trier in risposta ai gigantismi e alle esagerazioni produttive dei grandi studi di Hollywood. In ossequio ai suoi rigidi comandamenti (denominati "voti di castità"), il film è stato girato seguendo estreme costrizioni e con un approccio minimalista: formato 4:3, camera a mano, nessuna illuminazione artificiale, niente musica extradiegetica (tranne che sui titoli di coda), scene e costumi realistici, sviluppo della narrazione in tempo reale (ma l'abilissimo montaggio riesce tuttavia a tenere alta la tensione), oltre al mancato accreditamento del regista. Vinterberg è stato uno dei pochi a sfruttare queste limitazioni a proprio vantaggio: la forma povera esalta infatti la tesissima sceneggiatura e le doti recitative degli interpreti. E probabilmente si tratta anche del risultato più alto mai raggiunto dal movimento stesso. Premio della giuria a Cannes. Il cast comprende Ulrich Thomsen (Christian), Thomas Bo Larsen (Michael), Paprika Steen (Helene), Henning Moritzen (il padre), Birthe Neumann (la madre) e Trine Dyrholm (la cameriera Pia). Dalla pellicola, viste le sue caratteristiche, sono stati tratti diversi drammi teatrali.

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