5 settembre 2017

Elegia della vita (Aleksandr Sokurov, 2006)

Elegia della vita - Rostropovich, Vishnevskaya
(Elegiya zhizni. Rostropovich. Vishnevskaya)
di Aleksandr Sokurov – Russia 2006
**1/2

Visto in DVD, in originale con sottotitoli inglesi.

Una delle coppie più celebri del panorama artistico russo, formata dal leggendario violoncellista (e direttore d'orchestra) Mstislav Rostropovich e da sua moglie, la cantante d'opera Galina Vishnevskaya, si racconta in questo bel documentario che fa parte della lunga serie di "elegie" realizzate da Sokurov. Le sequenze di due interviste da parte del regista ai due musicisti nella loro casa-museo di Mosca sono inframmezzate da immagini di repertorio, in particolare della cena di gala per le loro nozze d'oro (si sono sposati nel 1955) e delle prove per un concerto a Vienna nel quale Rostropovich, con la direzione di Seiji Ozawa, interpretò per la prima volta un brano scritto appositamente per lui da Krzysztof Penderecki. A emergere prepotentemente sono le personalità dei due artisti: la semplicità di Rostropovich, la sua pulsione per la musica e per l'arte (evidente sin dai ricordi dei suoi rapporti con maestri e amici come Prokofiev e Shostakovich) ma anche per la libertà (fu amico di dissidenti come Aleksandr Solzhenicyn, che ospitò nella sua casa di campagna quando cadde in disgrazia presso il regime, il che gli costò un lungo periodo di esilio e la perdita della cittadinanza sovietica negli anni settanta); e lo sguardo forte di lei, che risalta sia dalle immagini dei suoi primi ruoli da cantante al Bolshoi sia quando ricorda la tragedia di un figlio morto quando era giovanissima: rimasta sempre e fedelmente al fianco del marito, si occupa ora di scuole di canto e di una fondazione con finalità sociali. Scene delle prove del concerto di "Slava" (così era chiamato affettuosamente il violoncellista) sono montate in alternanza con quelle delle classi di Galina: da entrambi emerge un forte amore per l'arte, la musica e la vita, da cui il titolo del documentario. Rostropovich morirà l'anno successivo alla realizzazione del film, nel 2007; Vishnevskaya, che Sokurov vorrà quello stesso anno come protagonista nel suo "Alexandra", lo seguirà nel 2012.

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