21 luglio 2016

La mala ordina (Fernando Di Leo, 1972)

La mala ordina
di Fernando Di Leo – Italia 1972
con Mario Adorf, Adolfo Celi
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Visto in TV.

Due sicari newyorkesi (Henry Silva e Woody Stroode) giungono a Milano con l'incarico di eliminare Luca Canali (Mario Adorf), un magnaccia siciliano che gestisce la prostituzione al Parco Lambro. Luca, delinquente di piccolo calibro che ha sempre badato a non pestare i piedi a nessuno, si interroga sul perché gli americani lo vogliano morto. E quando il boss locale, don Vito Tressoldi (Adolfo Celi), gli fa uccidere la moglie e la figlioletta per spingerlo ad uscire dal suo nascondiglio, scatenerà la propria vendetta. Dopo l'ottimo "Milano calibro 9", Di Leo ricorre nuovamente ai racconti di Giorgio Scerbanenco per girare un altro poliziottesco – anche se di poliziotti non ce ne sono – ambientato nella capitale lombarda, di cui però a stento si riconoscono un paio di location (la Darsena, la Stazione Centrale). Fra dialoghi didascalici, personaggi tagliati con l'accetta e tante donnine seminude (fra cui Femi Benussi e Francesca Romana Coluzzi), il film fatica a uscire dai limiti del suo genere e risulta decisamente meno interessante del lavoro precedente, di cui riprende l'ambientazione ma non i personaggi. Da salvare la prova energetica di Adorf (doppiato da Stefano Satta Flores) e l'intensità di un paio di scene d'azione (la morte dei famigliari di Luca, con successivo inseguimento al loro killer lungo i Navigli; e lo scontro finale con i due americani nel cimitero delle auto, con il gattino bianco che simboleggia tutti gli innocenti – e sono tanti! – vittime collaterali dei gangster). Luciana Paluzzi è l'hostess dei due sicari, Sylva Koscina la moglie di Luca, mentre Renato Zero fa un breve cameo. Musiche di Armando Trovajoli. Quentin Tarantino ha dichiarato di essersi ispirato alla coppia formata da Henry Silva e Woody Stroode per i due protagonisti di "Pulp Fiction". La cosiddetta "Trilogia del milieu" sarà completata da Di Leo l'anno seguente con "Il boss".

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