8 maggio 2016

Quando c'era Marnie (H. Yonebayashi, 2014)

Quando c'era Marnie (Omoide no Marnie)
di Hiromasa Yonebayashi – Giappone 2014
animazione tradizionale
**1/2

Visto in TV.

Anna è una dodicenne introversa e asociale. Poiché soffre di asma, il dottore le consiglia di trascorrere qualche giorno fuori città: viene così inviata in un paesino sulla costa, ospite di una coppia di zii campagnoli. Qui, fra le rovine di una grande villa disabitata che si affaccia sul mare, fa la conoscenza di una sua coetanea, la bionda Marnie, che come lei è alla disperata ricerca di un'amica, vivendo praticamente come una reclusa. Ma chi è veramente Marnie? Un'amica immaginaria, frutto dei sogni e delle fantasie di Anna? Un fantasma, rimasto nei luoghi dove abitava quando era in vita? O una persona reale? Al suo secondo film dopo "Arietty", il regista Yonebayashi adatta un romanzo della scrittrice inglese Joan Gale Robinson (molto amato dal suo mentore Hayao Miyazaki), spostandone il setting dalla Gran Bretagna all'Hokkaido (l'isola più settentrionale del Giappone). Ne esce una pellicola delicata e poetica, forse a tratti un po' lenta, soprattutto nella prima parte, ma che commuove sinceramente nel finale quando viene rivelata la vera storia della misteriosa Marnie e il suo legame con Anna. L'amicizia fra le due ragazzine, e la crescita della protagonista (che impara finalmente ad apprezzare la vita e i rapporti con gli altri), sono raccontate con garbo e sensibilità, e gli scenari e le atmosfere (rese palpabili e poetiche come solo gli animatori dello Studio Ghibli sono in grado) fanno il resto. Disegni, sfondi e animazioni sono in perfetto stile Miyazaki, al punto che – ritmo a parte – uno spettatore distratto potrebbe confondere il film con uno di quelli del maestro.

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