15 maggio 2016

A scanner darkly (R. Linklater, 2006)

A scanner darkly - Un oscuro scrutare (A scanner darkly)
di Richard Linklater – USA 2006
con Keanu Reeves, Robert Downey Jr.
**1/2

Visto in divx, alla Fogona, con Sabrina, Monica e Marisa.

Al suo secondo film in animazione rotoscope (dopo “Waking life”), Linklater adatta un romanzo semi-autobiografico di Philip K. Dick e ricorre a un cast di attori celebri (quasi tutti perfettamente riconoscibili anche in versione “ricalcata”) che comprende Keanu Reeves, Winona Ryder, Robert Downey Jr., Woody Harrelson e Rory Cochrane. In un prossimo futuro in cui il 20% della popolazione è dipendente da una droga chiamata "Sostanza M" (che provoca allucinazioni, schizofrenia, e a lungo andare distrugge le capacità cerebrali), Reeves è Bob Arctor, un uomo che ha abbandonato la propria famiglia e ospita nella sua casa in California un piccolo gruppo di amici più o meno "sballati" con cui condivide la dipendenza dalla droga e indugia in conversazioni sconclusionate e deliranti. Ma Bob è anche un agente della narcotici in incognito, introdottosi nel gruppo all'insaputa dei suoi compagni per scoprire se vi si nascondono elementi sovversivi. L'intera dimora è tenuta sotto controllo da videocamere che riprendono segretamente ogni cosa ("l'oscuro scrutare" del titolo). La doppia vita di Bob, sempre più schizofrenico a causa della droga che è costretto ad assumere per svolgere il suo incarico e che causa progressivamente una separazione delle funzioni dei due emisferi cerebrali, raggiunge infine un punto di non ritorno. Fra paranoie e allucinazioni, perdita di identità e di memoria, la pellicola racconta in maniera efficace – grazie anche al particolare approccio visivo, sempre in bilico fra immagini realistiche e deviazioni per la tangente – la discesa negli inferi della tossicodipendenza, la perdita di controllo mentale e gli effetti delle sostanze psicotrope. A tratti visionario e fantascientifico (come dimenticare la “tuta disindividuante” che gli agenti in incognito indossano per celare la propria identità anche ai colleghi, attraverso la quale cambiano aspetto in continuazione, e il cui effetto mimetico è in fondo replicato dalla stessa tecnica digitale con cui è girato il film?), altre volte quanto mai tragico e concreto (come suggeriscono i toccanti titoli di coda, nei quali Dick ricorda tutti i suoi amici rimasti vittime di anfetamine e sostanze psicotrope), il film ambienta una vicenda di complotti autoritari (la potente corporazione che gestisce la disintossicazione dei dipendenti dalla droga è in realtà la sua prima produttrice) in un mondo allucinato e visionario che ricorda quello dei protagonisti di “Paura e delirio a Las Vegas”, con persone che si trasformano in insetti, ricevono la visita di strani alieni e perdono la percezione del tempo e dello spazio.

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