29 aprile 2016

The Commitments (Alan Parker, 1991)

The Commitments (id.)
di Alan Parker – Irlanda/GB/USA 1991
con Robert Arkins, Andrew Strong
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Rivisto in DVD, con Sabrina, Giovanni, Rachele, Daniela, Alessandro, Paola, Costanza.

“Gli irlandesi sono i più negri d'Europa, i dublinesi sono i più negri di Irlanda e noi di periferia siamo i più negri di Dublino”: così afferma il giovane manager Jimmy Rabbitte ai membri dello scalcinato gruppo musicale che ha messo insieme, The Commitments, per spiegare loro perché suoneranno il soul nei locali più malfamati e in sale di quart'ordine della capitale irlandese. Tratto da un romanzo di Roddy Doyle, che ha contribuito alla sceneggiatura, il film racconta la nascita, i successi e lo scioglimento di una band sui generis, graziata dal talento artistico (in particolare dalla voce del cantante, che fuori dal palcoscenico è invece un ubriacone cafone e sboccato), ma tormentata dalla disorganizzazione, dai problemi economici e dai dissidi interni, oltre che dalle dinamiche relistiche della vita di periferia. Proprio il setting circostante, gli ambienti proletari e le famiglie numerose, i pub, i mercati, le strade del northside di una Dublino quanto mai viva e pulsante, fanno da sfondo imprescindibile alle vicende del gruppo, narrate dallo stesso Jimmy come in una finta intervista a un reporter interessato a ricostruirne la storia. Ne risulta una pellicola corale e avvicente, molto più che una semplice risposta irlandese a “The Blues Brothers”, che riesce a raccontare come poche altre la magia della musica, la sua capacità di far sognare ed elevare (spiritualmente ancor prima che materialmente) i singoli individui e un'intera comunità. La sceneggiatura caratterizza mirabilmente i vari componenti della banda, lavoratori che si barcamenano fra il proprio mestiere e il tempo dedicato alla musica, le pressioni sociali e il desiderio di emergere dalla mediocrità. Fra tutti, spiccano Deco (Andrew Strong), il suddetto cantante, volgare e odiato dai compagni, che quando sale sul palco sembra trasformarsi; il trombettista americano Joey “Labbra” Fagan (Johnny Murphy), il veterano del gruppo, che millanta di aver suonato in compagnia dei nomi più grandi della musica soul e blues, e che in qualche modo riesce a portarsi a letto tutte le coriste; e lo stesso Jimmy (Robert Arkins), collante della banda, che tuttavia nulla può quando – proprio mentre il successo comincia ad arridere – dissidi e litigi interni pongono fine all'esperienza del gruppo. Colm Meaney è il padre di Jimmy, appassionato di Elvis Presley al punto da appendere in casa il suo ritratto persino sopra quello del papa. Gli altri interpreti, quasi tutti sconosciuti all'epoca, hanno preferito poi proseguire la carriera musicale anziché quella cinematografica. Nella colonna sonora figurano (fra gli altri) brani di Otis Redding, Aretha Franklin e Wilson Pickett, tutti rifatti dalla band.

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