14 aprile 2016

La ricompensa del gatto (H. Morita, 2002)

La ricompensa del gatto (Neko no ongaeshi)
di Hiroyuki Morita – Giappone 2002
animazione tradizionale
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Visto in TV, con Sabrina.

Spin-off de "I sospiri del mio cuore", film d'animazione dello Studio Ghibli del 1995, nel quale compariva la statuetta di un gatto antropomorfo e vestito di tutto punto, chiamato "Barone" dalla protagonista, che ne faceva il personaggio del romanzo fantasy da lei scritto. E proprio Baron prende vita in questo sequel indiretto, tratto da un racconto dell'autrice del manga originale che avrebbe dovuto sfociare in un cortometraggio per un parco di divertimenti: ma poi Hayao Miyazaki decise di "mettere alla prova" il giovane regista Morita, affidandogli un intero lungometraggio: si tratta solo del terzo, da quando esiste lo Studio Ghibli, non diretto da Miyazaki stesso o da Isao Takahata. La trama vede Haru, liceale pigrona ma di buon cuore, salvare un gatto che stava per essere investito da un camion. Il felino si rivela essere il principe del paese dei gatti: per ricompensarla, il re suo padre invita la ragazza nel proprio regno con l'intenzione di darla in sposa – contro la sua volontà – al principe stesso. Qui, fra l'altro, la ragazza rischia di essere trasformata a sua volta in una gatta. A salvarla ci penseranno il suddetto Baron, oltre al colossale e burbero gatto bianco Muta (già presente nel film originale) e al corvo Toto. Il semplice soggetto, con evidenti richiami ad "Alice nel paese delle meraviglie", è svolto senza particolari guizzi o sorprese. E per essere un film dello Studio Ghibli, l'animazione appare più povera del solito e i disegni meno morbidi e più stilizzati (per non parlare di un character design non sempre felice: orribile, per esempio, il re gatto). Nel complesso, un film poco più che passabile, peggiorato nella versione italiana dal solito, pessimo (non) adattamento dei dialoghi di Gualtiero Cannarsi.

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