30 gennaio 2016

The Virginian (Cecil B. DeMille, 1914)

The Virginian
di Cecil B. DeMille – USA 1914
con Dustin Farnum, Winifred Kingston
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Visto su YouTube.

Primo adattamento cinematografico (ne seguiranno numerosi altri) de "Il Virginiano" di Owen Wister, considerato il primo romanzo western della storia (se si eccettuano le dime novel e i racconti brevi). Il protagonista, senza un vero nome, lavora come mandriano in un ranch del Wyoming insieme al suo miglior amico Steve, che però cade preda di cattive compagnie e si unisce a una banda di ladri di bestiame. Sarà proprio il Virginiano a guidare la posse che dà la caccia ai banditi, ritrovandosi così costretto a impiccare l'amico (curiosamente, e al contrario di ciò che insegneranno molti western in futuro, qui l'amicizia passa in secondo piano rispetto alla legge). In parallelo, la pellicola racconta la sua storia d'amore con Molly, maestra di scuola giunta nell'ovest in cerca di fortuna e che fatica ad adattarsi alla ruvida vita del west. Dopo un primo rullo francamente poco interessante, caratterizzato dagli scherzi infantili che il protagonista e l'amico giocano agli abitanti del villaggio (fra cui quello di scambiare i bambini nelle culle!), la storia prende il largo da metà film in poi, quando l'azione si sposta negli spazi aperti e negli scenari naturali del selvaggio nord-ovest, con il lungo inseguimento ai banditi sulle montagne e la resa dei conti nel finale (il classico duello nella main street con il capo della banda, Trampas, colui che aveva "corrotto" Steve). Dustin Farnum, già protagonista della pellicola d'esordio di DeMille, "The squaw man", nel 1904 aveva interpretato il Virginiano anche nella versione teatrale di Kirke La Shelle (da cui il film è tratto). Grazie a questi ruoli, rimarrà per una decina di anni uno dei più riconoscibili attori western. La regia di DeMille non è trascendentale, ma offre alcuni buoni momenti (come la scena dell'impiccagione, mostrata soltanto attraverso le ombre). In ogni caso, il film contribuì a rendere il pubblico conscio delle possibilità superiori che il cinema offriva rispetto al teatro, in particolare nell'uso degli ambienti esterni.

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