1 novembre 2015

The amazing Spider-Man 2 (M. Webb, 2014)

The amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro
(The Amazing Spider-Man 2: Rise of Electro)
di Marc Webb – USA 2014
con Andrew Garfield, Emma Stone
*1/2

Visto in divx.

Secondo episodio del reboot dell'Uomo Ragno di Marc Webb, brutto quanto il primo e forse di più. Nelle intenzioni della Sony, licenziataria del personaggio, avrebbe dovuto essere seguìto non solo da un terzo e da un quarto capitolo, ma anche da una serie di spin-off (già annunciati quelli su Venom e sui Sinistri Sei) che avrebbero dato vita a uno Spider-universo in grado di fare concorrenza a quello prodotto direttamente dalla Marvel. I piani, invece, sono stati cancellati: non tanto per lo scarso interesse al botteghino (negli ultimi anni i film di supereroi vanno sempre per la maggiore, anche se è da segnalare come questo in particolare abbia avuto incassi inferiori alle attese) quanto per la decisione di riportare il personaggio nell'alveo dal quale proviene. Grazie a un accordo con i Marvel Studios, infatti, Spider-Man entrerà a far parte del Marvel Cinematic Universe a partire dal'imminente "Captain America: Civil War", e nel 2017 sarà oggetto di un nuovo, ennesimo reboot, ricominciando dalle origini e con un nuovo attore nei panni del protagonista. Che peggio di Andrew Garfield sarà difficile che faccia. Tornando a questo secondo e dunque ultimo film della sua serie, siamo di fronte a una storyline che incrocia vari elementi in maniera goffa e a tratti stupida. Dal capitolo precedente torna il subplot della misteriosa scomparsa dei genitori di Peter Parker, che scopriamo coinvolti nell'origine dei suoi superpoteri. C'è poi l'introduzione di Harry Osborn (Dane DeHaan), vecchio amico di Peter che eredita dal padre l'impero di famiglia, le industrie Oscorp, ma anche una malattia genetica: per trovare una cura a questa, finisce non solo per sviluppare un forte rancore nei confronti di Spider-Man (di cui scopre ovviamente l'identità segreta, che in questi film a quanto pare non rimane mai segreta per nessuno) ma anche per acquisire i poteri che lo trasformeranno in Goblin (il tutto avviene in pochi minuti, decisamente anticlimatici, nel finale). E infine, come da titolo, la minaccia di Electro (Jamie Foxx), un ex impiegato della Oscorp che a causa di un incidente ottiene la capacità di convertire il proprio corpo in energia elettrica. La sceneggiatura è priva di equilibrio, incapace di risultare accattivante, costellata da svolte frettolose e artificiose, e stucchevole nella caratterizzazione dei personaggi (che nonostante la lunghezza della pellicola non vengono sviluppati oltre la banalità, come nel caso di Electro, o che ammiccano a pellicole romance fantasy tipo "Twilight": vedi per esempio Harry, presentato come un belloccio e tenebroso amico-rivale di Peter), mentre la regia è mediocre e priva di idee. Il grande climax, quello della morte di Gwen, ripreso dal celeberrimo albo degli anni settanta scritto da Gerry Conway, è male eseguito e non trasmette alcuna emozione. Il controfinale mostra Rhino (Paul Giamatti!) e sembra introdurre i Sinistri Sei (nei laboratori Oscorp si intravedono le armature dell'Avvoltoio e del Dottor Octopus), ma come detto i successivi capitoli di questa versione di Spider-Man non vedranno mai la luce. Fra le curiosità: Peter fischietta il tema del cartoon dell'Uomo Ragno degli anni sessanta (e lo usa anche come suoneria del cellulare), mentre il personaggio di Felicia, la segretaria di Harry, suggeriva una possibile apparizione della Gatta Nera. Stan Lee compare fra i presenti alla consegna del diploma di Peter e Gwen.

2 commenti:

Jean Jacques ha detto...

Orribile, molto peggio del primo - che già non era il massimo ma almeno si lasciava vedere. Con questo ho passato tre quarti d'ora a bestemmiare.
L'inseguimento iniziale di Spidey presente un errore di regia ogni tre secondi...

Christian ha detto...

A questo giro il reboot è uscito male.
Vedremo il prossimo... ^^