27 ottobre 2015

Lucy (Luc Besson, 2014)

Lucy (id.)
di Luc Besson – Francia 2014
con Scarlett Johansson, Morgan Freeman
*1/2

Visto in TV, con Sabrina.

Avendo assorbito involontariamente una cospicua dose di una nuova droga sperimentale, Lucy (Johansson), una ragazza americana che vive a Taipei (chiamata così in omaggio all'ominide considerato il più antico precursore della specie umana), comincia a sperimentare una rapida evoluzione delle proprie capacità cerebrali. Se inizialmente, come il resto dell'umanità, era in grado di utilizzare soltanto il 10% delle potenzialità del cervello, ben presto comincia a salire di livello, sviluppando nuovi poteri. Man mano che il conteggio sale verso il 100% (che raggiungerà alla fine del film), Lucy si scopre in grado di controllare ogni parte del proprio corpo, di gestire completamente i propri ricordi, di interagire con le onde elettromagnetiche, di manipolare gli altri esseri umani, e poi via via la materia, l'energia e persino il tempo. Inseguita dagli sgherri del mafioso coreano che le aveva impiantato la droga (la ragazza avrebbe dovuto fare da corriere), si reca a Parigi per condividere le sue nuove conoscenze con il dottor Norman (Freeman), luminare nel campo dell'evoluzione del cervello. E pur non perdendo le stimmate del film d'azione, in un crescendo inarrestabile la pellicola si fa sempre più metafisica, filosofica e infine cosmica. Besson ha dichiarato di aver voluto realizzare un film che nella prima parte ricordasse "Leon", nella seconda "Inception" e nella terza "2001: Odissea nello spazio". Ma a giudicare dal risultato, sembra interessato soltanto all'aspetto estetico e superficiale della vicenda, non alle riflessioni che possono scaturire dal soggetto. Se durante la visione si è presi dalla forza degli eventi, giunti alla fine la pellicola lascia una forte sensazione di inconcludenza, nonché di occasione sprecata. Non aiuta il fatto di alternare sequenze che mostrano l'evoluzione di Lucy, sempre più slegata dalla realtà, con scene d'azione, inseguimenti in auto e sparatorie alla John Woo. Per non parlare delle immagini di repertorio sugli animali e sulla natura (utili all'inizio, quando paragonano un'ancora inerme Lucy a un topo in trappola o a una gazzella braccata dai predatori, ma didascaliche e puramente illustrative man mano che la storia prosegue). Nei panni del mafioso coreano c'è Choi Min-sik, che ascolta in cuffia il Requiem di Mozart (come Gary Oldman ascoltava Beethoven in "Leon"). Amr Waked è il poliziotto francese Pierre Del Rio, altro personaggio francamente inutile.

2 commenti:

Michele Borgogni ha detto...

Filmettino visivamente piacevole, ma davvero banale...

Christian ha detto...

Sì, durante la visione intrattiene, anche perché si è curiosi di scoprire dove vuole andare a parare. E alcuni momenti (come quello in cui Lucy va indietro nel tempo) si lasciano ricordare. Ma alla fine sembra davvero inconcludente.