10 settembre 2015

Lunchbox (Ritesh Batra, 2013)

Lunchbox (Dabba)
di Ritesh Batra – India 2013
con Irrfan Khan, Nimrat Kaur
**1/2

Visto in divx, alla Fogona, con Marisa.

Il portapranzo con il cibo preparato ogni mattina da Ila per il marito, a causa di un errore, viene recapitato quotidianamente a uno sconosciuto: il contabile Fernandez, che sta per andare in pensione. Dapprima attraverso le prelibate pietanze, da cui traspare tutto l'amore e la cura con cui sono state cucinate, e poi con una corrispondenza "epistolare" fatta di bigliettini e lettere lasciate nel portapranzo, Ila e Fernandez scoprono di avere molto in comune, a partire dalla solitudine. Lei, trascurata dal marito (che forse ha un'altra donna), immagina di trasferirsi in un paese straniero, magari nell'idealizzato Bhutan; lui, vedovo, indurito dalla vita e chiuso in sé stesso, aspira a una famiglia e a quel calore umano che gli manca da tempo (visto che anche sul lavoro ha come unici compagni i numeri, e infatti sulle prime tratta con sufficienza il giovane inesperto che dovrebbe prendere il suo posto). Costruito su uno spunto semplicissimo eppure assai efficace, un insolito film "romantico" i cui protagonisti praticamente non si incontrano mai di persona (anche perché una loro vera relazione sarebbe ostacolata da troppi fattori, dalla differenza di età allo stato sociale). Il lungometraggio d'esordio del regista Batra, accolto con grande favore in occidente, illustra l'insolita organizzazione dei dabbawala di Mumbai, comunità di "fattorini" che ritirano le scatole portapranzo a casa, le consegnano nei luoghi di lavoro e poi le riportano, vuote, a domicilio: nella pellicola si afferma con orgoglio che il sistema è stato studiato anche da alcune università americane e britanniche, che hanno rilevato una percentuale di errore infinitesima: solo un portapranzo su sei milioni (quello di Ila, evidentemente!) viene consegnato al destinatario sbagliato.

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