15 agosto 2015

Popeye (Robert Altman, 1980)

Popeye - Braccio di Ferro (Popeye)
di Robert Altman – USA 1980
con Robin Williams, Shelley Duvall
*1/2

Rivisto in divx, alla Fogona.

Dai fumetti di E.C. Segar (di cui cerca di recuperare l'irriverente anarchia, l'umorismo nonsense e la commistione di generi, caratteristiche che nelle strisce originali erano molto più marcate rispetto alle successive versioni a cartoni animati), una pellicola su uno dei più popolari personaggi dell'immaginario americano degli anni trenta: Braccio di Ferro, il marinaio guercio, qui interpretato da un Robin Williams agli esordi e incredibilmente in parte. E proprio il cast è forse il punto di forza di una pellicola che sotto gli altri aspetti, invece, fatica a decollare, non aiutata da canzoni poco ispirate e da una sceneggiatura (del cartoonist satirico Jules Feiffer) che unisce tanti fili e spunti senza un vero collante. Al fianco di Williams, Shelley Duvall è una Olivia perfetta, mentre gli sgraziati Paul Dooley (Wimpy/Poldo), Paul L. Smith (Bluto/Brutus) e Ray Walston (Braccio di Legno) sembrano a tratti essere davvero usciti dalle tavole disegnate. Per non parlare di personaggi da tempo dimenticati, come i genitori di Olivia, suo fratello Castor Oyl (che fu addirittura il protagonista della strip prima dell'arrivo di Popeye, quando questa si chiamava ancora "Thimble Theatre"), Geezil/Barbaspina, Roughhouse, Ham Gravy, eccetera. Se il lungometraggio ha dunque come riferimento le strisce di Segar, rende comunque omaggio ai cartoon Fleischer (il ruolo ampliato di Bruto, il suo scontro finale con Braccio di Ferro, gli spinaci – che peraltro il protagonista mangia solo nel finale, dopo averli rifiutati per tutto il film, ignorando il potere che essi hanno su di lui), mentre ignora del tutto i fumetti “apocrifi” made in Italy (che modificavano sensibilmente la caratterizzazione di molti personaggi, Braccio di Legno/Trinchetto in primis, trasformato da cinico e “cattivo” lupo di mare in bonario e inguaribile ubriacone). Il pittoresco villaggio di Sweethaven, dove Popeye giunge in cerca del padre e dove incontra per la prima volta Olivia, è stato ricostruito a Malta. Gli episodi raccontati (il fidanzamento di Olivia con Bruto, il ritrovamento di Pisellino, la capacità di quest'ultimo di predire il futuro, il “misterioso” Commodoro che tartassa di tasse il villaggio, ecc.) sono tenuti insieme, più che da autentici temi narrativi, da un tono cartoonesco (danze, botti e capitomboli, violenza alla Bud Spencer, parlata sgrammaticata) che funziona poco nella trasposizione in live action. Ma il vero punto debole, come già detto, è dato dalle tante canzoni, davvero niente di che: dopotutto il film venne co-prodotto dalla Disney, che evidentemente era troppo legata alla formula del musical per rinunciarvi a cuor leggero. E Altman, di cui si notano caratteristiche come l'impostazione corale e confusamente anarchica, non riesce ad essere un valore aggiunto.

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