23 giugno 2015

L'orribile verità (Leo McCarey, 1937)

L'orribile verità (The awful truth)
di Leo McCarey – USA 1937
con Cary Grant, Irene Dunne
**1/2

Visto in divx, con Sabrina.

I ricchi coniugi Jerry e Lucy Warriner (Cary Grant e Irene Dunne), sospettandosi reciprocamente di infedeltà (e non è detto che non ci sia qualcosa di vero: la sceneggiatura "glissa" abilmente sull'argomento), decidono di divorziare. Nei novanta giorni di attesa prima che la sentenza diventi operativa, però, fanno di tutto per sabotare i rispettivi tentativi di imbastire nuove relazioni. E naturalmente, proprio allo scoccare della mezzanotte della fatidica data, torneranno insieme, riconoscendo di provare quell'amore che testardamente continuavano a negare. Classico della screwball comedy e del cosiddetto sottogenere del "rimatrimonio" (quello in cui i due protagonisti divorziano per poi risposarsi, in ossequio al codice Hays che proibiva ai cineasti di rappresentare sullo schermo l'adulterio, e dunque imponeva agli sceneggiatori di "separare" marito e moglie prima di esplorare eventuali scappatelle), un film che non si prende sul serio e che ha consentito a Grant di caratterizzare per la prima volta quel tipo di personaggio che interpreterà numerose altre volte in commedie leggere negli anni a venire. Le dinamiche sono quelle solite, fra controllati battibecchi verbali e imprevisti momenti slapstick, anche se, rispetto ad altri film del genere, questo risulta forse un po' datato. La prima parte è vivacizzata dal... cagnolino della coppia, Mr. Smith, conteso fra i due coniugi e protagonista di vivaci siparietti che mettono in crisi i tentativi di Lucy di barcamenarsi fra l'ex marito, il maestro di canto Armand Duvalle (Alexander D'Arcy), con cui Jerry sospetta che abbia una relazione, e il nuovo promesso sposo, il rozzo mandriano e petroliere dell'Oklahoma Dan Leeson (Ralph Bellamy). L'ultima mezz'ora, invece, è puro screwball, con la donna che – spacciandosi per la sboccata e svampita sorella del marito – manda a monte il fidanzamento di Jerry con l'ereditiera Barbara Vance (Molly Lamont), e poi demolisce l'auto per spingerlo a passare la notte con lei nel suo cottage di montagna. Cecil Cunningham è la zia Patsy, Esther Dale è la madre di Dan, Joyce Compton è la ballerina del night club, mentre il fox terrier che "interpreta" Mr. Smith, Skippy (poi ribattezzato Asta), era una celebrità dell'epoca, apparso in decine di film negli anni trenta (fra cui "Susanna" e la serie de "L'uomo ombra"). Il soggetto è tratto da una commedia teatrale già adattata per il cinema nel 1925 (muto) e nel 1929. McCarey, esperto di commedie (lo ricordiamo per aver diretto "Duck Soup", il capolavoro dei fratelli Marx), vinse l'Oscar come miglior regista.

2 commenti:

Lakehurst ha detto...

ovviamente adoro le screwball comedy degli anni '30, ma questa ho fatto molta fatica a guardarlo; storia ripetitiva senza guizzi, divertimento scarso. Buoni solo gli attori (tra cui Cary Grant che di solito mi infastidisce per idiosincrasia, ma qui l'ho trovato adatto pure io)

Christian ha detto...

Infatti, anch'io speravo meglio. Ne avevo sempre sentito parlare bene, ma secondo me non regge il confronto con altri titoli di quel periodo (come quelli di Cukor o Hawks).