14 dicembre 2014

La prova (Jean-Claude Van Damme, 1996)

La prova (The quest)
di Jean-Claude Van Damme – USA 1996
con Jean-Claude Van Damme, Roger Moore
**

Rivisto in TV.

Negli anni venti, in una città segreta nel cuore del Tibet, viene organizzato un grande torneo di arti marziali al quale partecipano sedici campioni provenienti da ogni parte del mondo. In sostituzione del rappresentante americano, il pugile Maxie Devine (James Remar), si presenta Christopher Dubois (Van Damme), saltimbanco di strada reduce da mille peripezie (fuggito dalla propria patria perché nei guai con i gangster e la polizia, viene imprigionato dai pirati e poi venduto come schiavo su un'isola del sud-est asiatico, dove è addestrato all'arte del muay thai). Il premio per il vincitore è un'enorma statua d'oro che rappresenta un drago: ma per conquistarla, Dubois dovrà sconfiggere numerosi avversari, ciascuno in rappresentanza di una diversa nazione e dotato di una tecnica differente (il cinese usa il wushu, il giapponese il sumo, il francese il savate, il russo il sambo, il brasiliano la capoeira, il greco il pancrazio, ecc.). L'esordio di Van Damme alla regia può ricordare in parte il suo primo successo da attore, "Senza esclusione di colpi", anch'esso incentrato su un torneo di combattimenti a tecnica libera, e può contare su una buona confezione (ottima la fotografia, suggestivi gli scenari esotici). Prima che cominci il torneo, c'è una parte (forse troppo lunga) che introduce il personaggio nel setting della Grande Depressione e ci mostra come arriva in Tibet, in compagnia del trafficante-contrabbandiere Lord Dobbs (Roger Moore) e della bella giornalista Carrie Newton (Janet Gunn). Ma è solo dall'inizio dei vari scontri che la pellicola decolla, ricordando a tratti videogiochi come "Street Fighter" (per la caratterizzazione dei diversi personaggi) o il torneo Tenkaichi di "Dragon Ball" (assistiamo qui a tutti gli incontri, non solo a quelli che coinvolgono in protagonista: gli ottavi di finale, i quarti, le due semifinali e la finale contro il campione mongolo). Per i fan di Van Damme, ma non solo.

0 commenti: