3 novembre 2014

L'impero colpisce ancora (I. Kershner, 1980)

Star Wars Episodio V: L'impero colpisce ancora
(Star Wars Episode V: The empire strikes back)
di Irvin Kershner – USA 1980
con Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher
***1/2

Rivisto in DVD, con Sabrina.

Tre anni dopo gli eventi di "Guerre stellari" (ovvero "Episodio IV: Una nuova speranza") e la distruzione della Morte Nera, Luke Skywalker e i suoi amici (Ian Solo, Chewbacca e i due droidi C1-P8 e D-3BO), al fianco della principessa Leila, sono ormai entrati a far parte a tutti gli effetti dell'alleanza ribelle che si oppone al malvagio impero galattico. Una delle numerose sonde inviate dalle navi imperiali guidate dal generale Dart Fener individua sul pianeta ghiacciato Hoth la base dei ribelli, che però riescono a fuggire nonostante l'attacco nemico con potenti mezzi di terra (i "quadropodi imperiali"). Separatosi dagli altri, Luke si reca sul pianeta Dagobah dove vive in isolamento il saggio Yoda, già maestro di Obi-Wan Kenobi, e comincia a sottoporsi a un lungo e duro addestramento per diventare un cavaliere Jedi. Quando però i suoi amici – che dopo un lungo inseguimento da parte delle navi imperiali attraverso una fascia di asteroidi si erano momentaneamente rifugiati nella "Città delle Nuvole" di Bespin, distretto minerario gestito dall'ex contrabbandiere Lando Calrissian – saranno consegnati da quest'ultimo a Dart Fener, Luke interromperà l'addestramento per correre a salvarli. Ma si tratta di una trappola. Fener, infatti, ha architettato tutto per entrare in contatto con Luke e attirarlo con sé nel "lato oscuro della Forza": non solo perché il ragazzo ha il potenziale per diventare il più potente degli Jedi, ma anche perché si tratta di suo figlio. Pur sconvolto dalla terribile rivelazione ("Io sono tuo padre!", gli dice Fener al culmine della scena più memorabile di tutta la saga cinematografica) e gravemente ferito (l'avversario gli ha tranciato la mano che reggeva la spada laser), Luke riesce a sfuggire lasciandosi precipitare in un condotto d'aria, da dove viene tratto in salvo da Leila a bordo del Millenium Falcon. La pellicola – lasciando aperti quasi tutti i fili narrativi, con un cliffhanger ai tempi insolito in campo cinematografico ma che rendeva esplicita la futura uscita di un ulteriore episodio – si conclude con Lando (passato dalla parte dei buoni) e Chewbacca che partono alla ricerca di Ian, che nel frattempo è stato congelato in un blocco di carbonite e affidato da Fener al cacciatore di taglia Boba Fett.

Visto l'enorme successo di pubblico del primo film, diventato in breve tempo un fenomeno planetario, la realizzazione di un sequel era praticamente scontata. Lucas, ancora segnato dalle difficoltà provate durante le riprese del lungometraggio precedente, scelse però di non dirigerlo in prima persona, riservandosi i ruoli di produttore esecutivo e di supervisore, oltre che ovviamente quello di autore del soggetto (anche se poi, alla resa dei conti, diresse numerose scene in qualità di regista della seconda unità). La regia venne dunque affidata a Irvin Kershner, già insegnante di Lucas alla scuola di cinema della University of Southern California. Quanto alla sceneggiatura (l'affermazione che il creatore della saga avesse già in mente ogni dettaglio ai tempi dell'uscita del primo film è stata smentita da più fonti), nel 1978 Lucas assoldò la scrittrice di fantascienza Leigh Brackett per redigere una bozza, ma l'autrice morì di cancro poco dopo aver terminato la prima stesura (che non comprendeva ancora la "rivelazione" dell'identità di Fener: nel finale, anzi, il vero padre di Luke appariva sotto forma di fantasma, proprio come Ben Kenobi, per incitare il figlio nel combattimento contro il nemico). Insoddisfatto, Lucas stesso iniziò a riscriverla; e fu allora che decise, di punto in bianco, che Dart Fener sarebbe stato il padre di Luke. La svolta aprì scenari del tutto nuovi e spinse il cineasta a concepire tanti di quei retroscena – di fatto, tutta la vicenda della caduta di Anakin in preda al lato oscuro – da stabilire che l'attuale trilogia non era che il tassello centrale di una saga generazionale "in nove parti". Ecco, dunque, che il nuovo film venne improvvisamente indicato come "Episodio V" (nelle prime stesure della sceneggiatura, fino a quel punto, era naturalmente "Episodio II") mentre il "Guerre stellari" del 1977 divenne retroattivamente "Episodio IV" (e come tale fu sottotitolato nelle successive riedizioni, in sala o in home video), sconcertando non poco i primi spettatori. All'uscita in sala de "L'impero", prima che Lucas chiarisse la cosa in alcune interviste, molti pensarono infatti che gli episodi dal II al IV si riferissero ad avventure vissute da Luke, Ian e i ribelli nell'intervallo di tempo (circa tre anni, nella storia come nella realtà) trascorso fra le due pellicole. Da notare che il titolo italiano traduce male l'originale: sarebbe dovuto essere, più correttamente, "L'impero contrattacca".

A realizzare la versione definitiva della sceneggiatura, Lucas chiamò Lawrence Kasdan, che aveva appena terminato quella de "I predatori dell'arca perduta" e che collaborerà anche al terzo film. Più che sulle scene d'azione (comunque abbondantemente presenti), Kasdan volle focalizzarsi sui tormenti interiori dei personaggi: come risultato, "L'impero colpisce ancora" è il film più "adulto" e cupo della trilogia, considerato dai fan e dai critici anche il più bello (e io concordo). La pellicola può essere divisa essenzialmente in tre sezioni: la prima, quella ambientata sul pianeta Hoth, con la battaglia contro i quadropodi e la fuga dei ribelli; la seconda, che segue con un montaggio parallelo l'addestramento di Luke con il maestro Yoda e la fuga di Ian e compagni dalle navi imperiali fino al loro arrivo alla Città delle Nuvole; la terza, il duello fra Luke e Dart Fener e la fuga finale. La prima sezione, che evoca un parallelo con il finale del primo film, sembra uscire da un film di guerra a tutti gli effetti, e ha fatto la gioia dei tanti nerd della fantascienza bellica o tecnologica (i quadropodi, in particolare, rimangono alcuni fra i più popolari e riconoscibili veicoli/armi dell'intera saga); la sequenza iniziale, in cui Luke rimane vittima dell'attacco di un animale selvaggio (una sorta di yeti delle nevi), è stata considerata da molti un escamotage per giustificare le cicatrici sul volto dell'attore Mark Hamill (che qualche anno prima aveva avuto un incidente automobilistico), ma Lucas ha assicurato che la scena era già prevista nel copione. La sequenza dell'addestramento per diventare cavaliere Jedi è sottilmente inquietante: dall'introduzione di Yoda, che passa dal sembrare un buffo e innocuo animaletto al manifestare tutto il suo potere e la sua saggezza (con toni, in un certo senso, anche minacciosi), all'ambiente non certo ospitale dello sperduto pianeta Dagobah, tutto concorre a renderlo un momento di passaggio altamente significativo nel percorso di Luke verso lo status di eroe (cfr. il saggio di Joseph Campbell "L'eroe dai mille volti": Luke Skywalker è una riproposizione moderna dell'eroe "mitologico"). E sul confronto finale fra Luke e Fener, che culmina con la rivelazione del loro legame padre-figlio, c'è poco da aggiungere: è davvero il momento clou dell'intera saga lucasiana, la chiave di volta su cui si poggia l'intera architettura della vicenda. Non a caso è stata citata, rivisitata e parodiata infinite volte da allora (un caso su tutti: "Toy story 2").

Confermato ovviamente l'intero cast del primo film (con alcune brevi comparsate di Alec Guiness nei panni di Obi-Wan Kenobi, che appare a Luke come "fantasma nella Forza"), la pellicola introduce un paio di nuovi personaggi: Yoda, innanzitutto, un "muppet" animato da Frank Oz (che gli dà anche la voce nella versione originale); Lando Calrissian, interpretato da Billy Dee Williams; il cacciatore di taglie Boba Fett (Jeremy Bulloch), personaggio che aveva già attirato l'interesse dei fan per essere apparso in diverso materiale promozionale (nonché nel famigerato "Star Wars Holiday Special", trasmesso in tv nel 1978 e poi rinnegato da Lucas); e naturalmente l'imperatore, che qui fa per la prima volta una breve comparsata. Dal punto di vista delle caratterizzazioni, è da notare l'evoluzione del rapporto fra Ian Solo e la principessa Leila, che dopo lunghe schermaglie si dichiarano amore reciproco, anche se resta ancora sottinteso un possibile triangolo con Luke che verrà clamorosamente troncato nell'episodio successivo. Gli effetti visivi, ancora affidati all'Industrial Light & Magic, possono contare su tecniche più sofisticate rispetto a tre anni prima: non solo nelle scene di battaglie (non più soltanto nello spazio, vedi quelle sulla neve) ma anche nella rappresentazione di mondi alieni (in particolare la Città delle Nuvole). Le riprese avvennero in Norvegia (Hoth) e in studio a Londra. Per la colonna sonora, John Williams aggiunge uno dei temi più orecchiabili dell'intera saga, ovvero la "Marcia imperiale", motivo che accompagna quasi ogni comparsa di Dart Fener sullo schermo. Tre anni dopo, la saga (o meglio, quella che oggi è nota come la "trilogia classica") sarebbe stata portata a conclusione (non nel migliore dei modi, in verità) da "Il ritorno dello Jedi". Nel 1997, nel ventesimo anniversario dell'uscita del primo film, anche "L'impero colpisce ancora" godette di un'edizione speciale in cui Lucas sfruttò le nuove tecnologie digitali per modificare alcune scene, perfezionando gli effetti speciali o aggiungendo dettagli e sequenze non presenti nella versione originale (nulla di particolarmente rivelante, in questo caso). Ben più significativi sono stati i cambiamenti effettuati nel 2004, per l'uscita in DVD, quando venne modificato l'aspetto dell'imperatore per renderlo più simile a quello delle pellicole successive: una sequenza con l'attore Ian McDiarmid sostituì quella originale in cui Elaine Baker impersonava il personaggio e Clive Revill gli dava la voce.

3 commenti:

Fabio ha detto...

Bellissime queste recensioni "retrospettive" su film che hanno visto davvero tutti. :)
Il montaggio parallelo a mio avviso raggiungerà un eccesso in film come Episode I in cui ci sono tre-quattro scene (la battaglia in campo aperto, l'infiltrazione a palazzo, lo scontro tra Jedi...) che si svolgono contemporaneamente per più di mezzora. Non mi piace.

Segnalo che su youtube c'è una specie di meme con i genitori che filmano i bambini nel momento dell'agnizione di Darth Vader.

James Ford ha detto...

Il mio preferito in assoluto della saga. Stupendo dal primo all'ultimo minuto.
E che finale!

Christian ha detto...

Fabio: Ne ho visto qualcuno, molto divertenti! Grazie dellla segnalazione.

James Ford: Penso che sia il preferito di tutti... o no? ^^