10 ottobre 2014

Sin City: Una donna per cui uccidere (Rodriguez, Miller, 2014)

Sin City: Una donna per cui uccidere
(Sin City: A dame to kill for)
di Robert Rodriguez, Frank Miller – USA 2014
con Mickey Rourke, Eva Green
**

Visto al cinema Arcobaleno.

Nove anni dopo il primo "Sin City", Robert Rodriguez e lo sceneggiatore Frank Miller (dai cui fumetti sono tratte le storie narrate) tornano nella "città del peccato" per raccontare nuove vicende hard boiled a base di uomini duri e violenti, donne fatali, giocatori d'azzardo, politici corrotti e prostitute vendicative. Temi, stile e atmosfere sono essenzialmente gli stessi della prima pellicola, con le vignette e le tavole del fumetto che prendono vita sullo schermo in un bianco e nero altamente contrastato, dove il colore fa capolino solo occasionalmente (le chiome di alcune ragazze, l'impermeabile blu e gli occhi verdi di Eva Green, e altri dettagli: ma la trovata ha ormai fatto il suo tempo e risulta molto meno suggestiva) e il voice over accompagna immancabilmente i tormentati protagonisti. Anche la miscela narrativa è quella solita, a base di sesso e violenza (irreale, adrenalinica e fumettosa), in un mondo in cui il confine fra buoni e cattivi non esiste o non segue le solite direttive. Proprio perché la pellicola non offre niente di nuovo (e quello che offre, lo fa peggio del prototipo), ci si chiede se c'era davvero il bisogno di tornare "sul luogo del delitto", addirittura riproponendo gli stessi personaggi del capitolo precedente (alcuni dei quali, come Marv, tornano in vita per lo sfasamento cronologico delle vicende). Probabilmente no, e infatti nel complesso si esce delusi. Le trame che si intrecciano sono essenzialmente tre, ma la principale è quella che dà il titolo alla pellicola: Dwight (Josh Brolin), detective privato con un passato burrascoso, viene convinto dalla sua ex fiamma Eva (Eva Green) a uccidere l'uomo che ha sposato e che la maltratta. Si tratta però di un tranello, architettato dalla donna per ereditare l'immensa fortuna del marito, incastrando l'amante con l'accusa di omicidio. Sfuggito alla morte, Dwight – dopo aver cambiato volto (assumendo quello che sfoggerà nel primo film, dove il personaggio era interpretato da Clive Owen) – si vendicherà con l'aiuto del forzuto Marv (Mickey Rourke) e delle prostitute Gail (Rosario Dawson) e Miho (Jamie Chung, che sostituisce – ahimè – Devon Aoki). Le altre storie, più marginali, vedono l'arrivo in città del giovane Johnny (Joseph Gordon-Levitt), giocatore di poker che sfida (e incautamente batte) il potente e corrotto senatore Roark (Powers Boothe); e il tentativo della spogliarellista Nancy (Jessica Alba) di uccidere lo stesso senatore per vendicare la morte di John Hartigan (Bruce Willis), il poliziotto che le aveva salvato la vita e che continua a tenerle compagnia sotto forma di fantasma. Un po' brusco (per non dire moscio) il finale. Nel cast anche Dennis Haysbert (Manute, la guardia del corpo di Eva), Julia Garner (Marcie, la ragazza che "porta fortuna" a Johnny), Christopher Lee (il medico che lo opera), Ray Liotta e Juno Temple (la coppia di amanti fotografata da Dwight). Rodriguez, oltre che regista (ma pare che abbia lasciato in gran parte mano libera a Miller), come suo solito è anche montatore, direttore della fotografia e co-autore della colonna sonora.

2 commenti:

Jean Jacques ha detto...

Direi che la pensiamo più o meno allo stesso modo

Christian ha detto...

Non è nemmeno brutto, ma semmai inutile: a nove anni di distanza, perché rifare lo stesso film senza aggiornarlo o migliorarlo?