22 ottobre 2014

Il club dei 39 (Alfred Hitchcock, 1935)

Il club dei 39, aka I 39 scalini (The 39 steps)
di Alfred Hitchcock – GB 1935
con Robert Donat, Madeleine Carroll
***

Visto in divx.

Richard Hannay (Donat), canadese che vive a Londra, viene coinvolto in un caso di spionaggio da una misteriosa donna che ha incontrato in un music hall e che si rivela un agente britannico. Sospettato dell'omicidio della sconosciuta, pugnalata alle spalle mentre era ospite in casa sua, è costretto a fuggire verso la Scozia per rintracciare il capo dell'organizzazione segreta, denominata "i 39 scalini", che è in procinto di trafugare informazioni vitali per la sicurezza del paese: trovare il vero colpevole è infatti l'unico modo per dimostrare la propria innocenza. Adattando un romanzo di John Buchan, Hitchcock e i suoi sceneggiatori (Charles Bennett e Alma Reville) non badano alla plausibilità della vicenda e non si soffermano sui dettagli sulla natura dei codici trafugati (si accenna soltanto al fatto che si tratta di piani per un motore aeronatico: ma in fondo, è solo un "MacGuffin"), preferendo incentrare la pellicola sulla fuga di Hannay, vittima innocente di una caccia all'uomo scatenatagli contro tanto dalla polizia quanto dagli uomini dell'organizzazione nemica. Ed ecco dunque che il nostro protagonista, un normale cittadino costretto dalle circostanze a trasformarsi in eroe d'azione, deve seminare i suoi inseguitori a bordo di un treno, rifugiarsi in una fattoria scozzese (dove viene aiutato dalla moglie del proprietario, il quale invece lo consegnerebbe volentieri per riscuotere la taglia su di lui), evadere dall'ufficio dello sceriffo dopo che una bibbia lo ha provvidamente salvato da una pallottola, improvvisare un comizio elettorale su un palco al posto di un candidato locale, ritrovarsi ammanettato a una ragazza (Carroll) che lo ritiene un criminale e che solo dopo lunghe avventure finalmente crede alla sua innocenza, e infine rintracciare il "Professore" che guida la banda (riconoscibile per la mancanza di una falange) e individuare il modo in cui intende portare i piani segreti fuori dal paese (ovvero facendoli memorizzare a un uomo dal cervello prodigioso, che si esibisce nei cabaret come "Mister Memoria"). Un thriller spionistico, dunque, senza un attimo di respiro, che mescola avventura e azione, ironia e suspence: uno dei più perfetti e compiuti lungometraggi del periodo inglese di Hitchcock, che fungerà da modello per pellicole successive come "I sabotatori" o "Intrigo internazionale". Ottimi e autoironici gli interpreti, e numerose le scene e i siparietti degni di essere ricordati: da quelli marginali, come il dialogo fra i due piazzisti di biancheria intima sul treno o il comizio improvvisato di Hannay sul palco, a momenti clou come tutta la sequenza nell'albergo dove Hannay e Pamela sono costretti a passare la notte ammanettati, fingendosi marito e moglie (una sequenza non priva di momenti decisamente erotici per l'epoca, come la scena in cui la Carroll deve togliersi le calze bagnate). Per non parlare dell'inquadratura finale, con le mani di Hannay e di Pamela che si cercano. Il romanzo originale è stato portato altre tre volte sullo schermo: nel 1959 (basandosi sulla sceneggiatura del film di Hitchcock), nel 1978 (la versione più fedele al libro) e nel 2008 (per la televisione inglese).

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