6 giugno 2014

Numero diciassette (Alfred Hitchcock, 1932)

Numero diciassette (Number seventeen)
di Alfred Hitchcock – GB 1932
con John Stuart, Leon M. Lion
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Visto in divx, alla Fogona.

Al calar della sera, incuriosito dal cartello "Vendesi", un uomo entra a visitare una casa abbandonata e diroccata (al numero civico diciassette, come indica il titolo). Vi troverà un cadavere, tanto per cominciare, e rimarrà invischiato in una contorta vicenda a base di detective, gangster e collane di diamanti rubate. Un mystery mediocre e pasticciato, tratto da una commedia teatrale di Joseph Farjeon, che Hitchcock non voleva girare (il copione gli fu imposto dai produttori) ma che pure riserva qualche gradita sorpresa. A partire dall'ironia con cui è condita la prima parte, tutta ambientata sulle scale e i pianerottoli della "casa dei misteri", dove improbabili ed enigmatici personaggi (nessuno dei quali è veramente chi dice di essere) si avvicendano in continuazione, favoriti da una fascinosa atmosfera a base di giochi di ombre proiettati dalle luce delle candele. Ovviamente il morto non è davvero morto, le ragazze piovono dal cielo, un imprevedibile e bizzarro senzatetto si mette in mezzo, e tanti misteri si affastellano progressivamente per poi essere svelati, poco a poco, in una seconda parte che culmina in un finale mozzafiato e ricco d'azione, con l'inseguimento fra un autobus "dirottato" e un treno senza controllo che corre a tutta forza verso il traghetto sulla Manica (furono usati dei modellini, ma il risultato è più che soddisfacente). Peccato per la recitazione non certo eccelsa, la sceneggiatura poco equilibrata e la difficoltà di trovare un personaggio in cui identificarsi (protagonista compreso): la pellicola fu un flop, ma sir Alfred farà tesoro dell'esperienza e ne riproporrà diversi elementi nei film successivi.

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