20 giugno 2014

Mommy (Xavier Dolan, 2014)

Mommy (id.)
di Xavier Dolan – Canada 2014
con Anne Dorval, Antoine-Olivier Pilon
***

Visto al cinema Apollo, con Sabrina, in originale con sottotitoli
(rassegna di Cannes).

In un Canada distopico dove per legge i genitori possono abbandonare i figli problematici o con malattie psichiche, la quarantenne madre single Diane (detta "Die") sceglie invece di tenere con sé Steve, ragazzo borderline e incontrollabile che soffre della sindrome da deficit di attenzione e iperattività. La vita insieme non è facile, e i due si ritrovano spesso a combattere da soli contro il mondo, anche per la mancanza di un impiego fisso e di una figura maschile di riferimento (ci pensa Steve a tenere lontano i possibili uomini che si avvicinano a Diane); soltanto la vicina di casa Kyla, un'insegnante che ha dovuto prendersi un periodo sabbatico perché un disturbo del linguaggio le impedisce di lavorare, riuscirà in qualche modo a far breccia nelle loro barriere e a donargli un pizzico di speranza. Alla sua quinta regia (la prima senza tematiche gay, e solo la seconda in cui rinuncia a recitare nel ruolo del protagonista), il giovanissimo Dolan dimostra ancora una volta di essere un cineasta maturo, di grande talento, conscio dei propri mezzi, e soprattutto coraggioso: non si spiegherebbe altrimenti la scelta di girare quasi l'intero film in un formato di schermo così insolito, praticamente un quadrato 1:1, non un vezzo fine a sé stesso ma un modo assai efficace per indicare come le difficoltà della vita possano "restringere" le prospettive e lo sguardo che si getta sul resto del mondo. Solo in due brevi momenti di speranza e di felicità condivisa (uno dei quali frutto dell'immaginazione) l'inquadratura si allarga e lo schermo si apre a un'ampia panoramica che permette anche allo spettatore di "respirare" finalmente insieme ai personaggi. La potenza e il dinamismo della regia di Dolan non sono dunque solo formali, ma al servizio di una storia che commuove e di personaggi quanto mai vivi. Se il complesso di Edipo è sempre stato al centro del cinema del giovane cadadese (sin dal suo primo film, "J'ai tué ma mère"), in questo "Mommy" – che già dal titolo gira attorno al rapporto con la figura materna – la vera protagonista è la madre più che il figlio (con cui ha un rapporto diretto e senza filtri), il che rende la pellicola una sorta di personale "Mamma Roma". A Cannes ha vinto il premio della giuria (per molti era addirittura da Palma d'Oro), ex aequo – lui che era il regista più giovane del concorso – con Jean-Luc Godard, il più anziano. Ottimi i tre interpreti (La Dorval faceva già la madre nel primo film, Kyla è Suzanne Clément). Nella colonna sonora spiccano canzoni come "White flag" di Dido, "Wonderwall" degli Oasis e, cantata in italiano da Steve al karaoke, "Vivo per lei" di Andrea Bocelli.

3 commenti:

Frank ViSo ha detto...

Insomma, a quanto pare il giovane Dolan mantiene anche questa volta, bene! Molto interessante inoltre il discorso sul formato aspetto, esperimento già effettuato in maniera inversa già con "Tom a la Ferme": il progressivo restringimento dal 16:9 al panoramico 2:40 (e oltre) per accentuare, in quel caso, la sensazione di oppressione subita dal protagonista. Speriamo che in autunno venga distribuito nelle sale...

Dantès ha detto...

pare sarà distribuito da Good Films, speriamo

Christian ha detto...

Buona notizia! Se non sbaglio, sarebbe il suo primo film a giungere con una distribuzione ufficiale nelle sale italiane.