30 marzo 2014

Pinkus l'emporio della scarpa (E. Lubitsch, 1916)

Pinkus l'emporio della scarpa (Schuhpalast Pinkus)
di Ernst Lubitsch – Germania 1916
con Ernst Lubitsch, Else Kentner
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Visto su YouTube.

Espulso da scuola per aver copiato durante un esame, il discolo Sally Pinkus trova lavoro come commesso in un negozio di scarpe, ma anche lì resiste ben poco. Su suggerimento di una cliente, però, decide di mettersi in proprio e di aprire un emporio personale: e grazie a trovate pubblicitarie particolarmente aggressive e ingegnose (come l'idea di organizzare una sfilata di modelle nel negozio per presentare scarpe e stivaletti), raggiungerà il successo. Uno dei primi lungometraggi (forse addirittura il primo, dopo diversi corti?) di Lubitsch, che qui è ancora anche l'inteprete principale delle sue pellicole, introduce un personaggio comico che il regista riprenderà anche in seguito, ribattezzandolo Sally Meyer (a partire dal film "Meyer il berlinese") e trasformandolo nella caricatura un po' stereotipata dell'ebreo pigro, imbroglione e donnaiolo. Se nella prima parte (quella ambientata a scuola e dai toni slapstick) il personaggio è una sorta di Pierino ante litteram che fa scherzi ai professori, fa dannare i genitori e corre dietro alle ragazze, nella seconda (decisamente più interessante) la pellicola vira sulla satira sociale e su quella del mondo del lavoro. Stilisticamente, anche se siamo ancora lontani dalle vette successive, sono da apprezzare la cura e la varietà delle inquadrature, dinamiche e cinematografiche. Alla sceneggiatura c'è Hanns Kräly (anche nel ruolo dell'insegnante), che con Lubitsch collaborerà per ben 30 film fino al 1929. Alcuni spunti, come le dinamiche nel negozio di scarpe, sembrano prefigurare, sia pure molto alla lontana, "The shop around the corner" (ossia "Scrivimi fermo posta"). Nel cast si riconosce Ossi Oswalda nei panni della commessa del primo negozio in cui Pinkus lavora.

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