23 dicembre 2013

Frozen (C. Buck, J. Lee, 2013)

Frozen - Il regno di ghiaccio (Frozen)
di Chris Buck, Jennifer Lee – USA 2013
animazione digitale
**1/2

Visto al cinema Uci Bicocca, con Sabrina.

Elsa, principessa del regno di Arundell, ha il magico potere di generare e controllare ghiaccio e neve. Nel timore che possa fare involontariamente del male alla sorellina Anna o ad altre persone, i genitori le impongono di non uscire mai dalle sue stanze del castello. Quando è cresciuta, il giorno della sua incoronazione, perde però il controllo dei suoi poteri e ricopre l'intero reame di una coltre di neve, dando il via a un gelido e perenne inverno. Ritenuta una strega malvagia, fugge sulle montagne: spetterà alla sorella minore andarla a cercare e riportare tutto alla normalità. Ispirato alla fiaba "La regina delle nevi" di Andersen, un film che procede sulla strada segnata da "Rapunzel" ("Tangled" in originale: c'è continuità anche nei titoli, con l'uso di un participio passato): versioni "leggere" delle classiche favole, con protagoniste "super-simpatiche", numerose canzoni (non memorabili, in verità) e spalle comiche come nel periodo d'oro dell'animazione disneyana, ma con meno profondità (non siamo alla Pixar, nonostante John Lasseter figuri come produttore esecutivo) e un utilizzo spinto delle gag fisiche e visive (bisogna pur tenere il passo di DreamWorks, Fox e compagnia!). Non che manchino, dal punto di vista della sceneggiatura, alcune soluzioni di "rottura" rispetto al passato – su tutte, la "regina malvagia" che per una volta è in realtà buona, e la principessa che salva sé stessa (Anna, moribonda, può essere salvata solo da un "atto di puro amore": ma non si tratta del bacio del principe, come tutti credevano, bensì da un'azione che lei stessa deve compiere) – ma per il resto siamo nella routine e nel puro intrattenimento, con la consueta maestria tecnica per quanto riguarda l'animazione ma senza alcun livello di lettura supplementare. Perfetto per i bambini (ma qualcuno si annoierà comunque), molto meno per gli adulti. Non eccezionale il character design, che rende le due protagoniste delle bamboline. E a proposito delle spalle comiche, raramente se n'è vista una così inutile dal punto di vista narrativo come Olaf, il pupazzo di neve animato: molto meglio, anche se non parla (o forse proprio per questo), l'alce Sven.

2 commenti:

Jean Jacques ha detto...

Tanto decantato da molti, a me è sembrato un film Disney normale. E il tanto osannato femminismo non l'ho visto.
In compenso c'è una colonna sonora della madonna, canzoni come "Cuore di ghiaccio" e "All'alba sorgerò" le ho pure sull'MP3

Christian ha detto...

Beh, certo, se si cerca il femminismo è meglio ripiegare su altre cose fatte in passato ("Mulan", per esempio! ^^).