2 dicembre 2013

Don Jon (J. Gordon-Levitt, 2013)

Don Jon (id.)
di Joseph Gordon-Levitt – USA 2013
con Joseph Gordon-Levitt, Scarlett Johansson
**1/2

Visto al cinema Apollo, con Sabrina.

L'italo-americano Jon Martello (Joseph Gordon-Levitt), soprannominato "Don" dagli amici perché – come un novello Don Giovanni – è in grado di conquistare una ragazza ogni notte, preferisce in realtà la pornografia su internet al sesso reale. Quando incontra la bellissima Barbara Sugarman (Scarlett Johansson), sembrerebbe mettere la testa a posto. Ma non durerà, visto che la ragazza tenterà di plasmarlo secondo la propria volontà. A fargli conoscere l'importanza di una relazione davvero basata sulla coppia, e non "a senso unico", sarà invece la più matura Esther (Julianne Moore), una vedova da lui conosciuta a una scuola serale. Scritto e diretto dallo stesso Gordon-Levitt (al debutto come regista), una vivace commedia con indubbie qualità e qualche difetto, soprattutto per come scivola verso un finale dalla morale scontata (se c'è l'amore, il sesso è migliore). Per il tema della pornodipendenza, peraltro affrontato con ironia e intelligenza, può sembrare una versione light di "Shame", mentre tutta la sezione dedicata al rapporto con Barbara (peccato non sia stata sviluppata maggiormente) lo rende una commedia romantica decisamente non tradizionale. Non convince del tutto invece il personaggio interpretato dalla Moore, così come si rimane con la sensazione che ci sia troppa carne al fuoco e che sarebbe stato meglio concentrarsi maggiormente su alcuni elementi che invece, alla resa dei conti, risultano solo propedeutici alla svolta finale. Impagabile comunque la scena in cui Jon, alla ragazza che lo attacca perché vede i porno, le rinfaccia gli sdolcinati film romantici (i cosiddetti "chick flick") per cui lei va matta, sottolineando non senza ragione come si tratti di prodotti analoghi, seppur diretti a pubblici diversi. Bello anche l'utilizzo che Gordon-Levitt fa, a livello registico e narrativo, del meccanismo della ripetitività: vediamo spesso il protagonista all'interno di sequenze sempre uguali (la confessione in chiesa, la palestra, il pranzo dai genitori, ecc.), e solo a un certo punto, quando acquisisce consapevolezza, riesce a "rompere" la routine (porge a sua volta domande al confessore, sceglie di giocare a basket con gli amici). In ogni caso, un promettente debutto dietro la macchina da presa.

5 commenti:

Marco Goi ha detto...

qualche ingenuità da opera prima c'è, però secondo me è una cosa che contribuisce a renderlo un film ancora più genuino e non troppo meditato.
freschissimo, come una commedia dev'essere

Babol ha detto...

Da me non è nemmeno arrivato.
Spero di recuperarlo presto, ho tantissima fiducia in Joseph! :)

James Ford ha detto...

Davvero un buon esordio, seppur un pò acerbo.
Ne parlerò domani dalle mie parti. :)

bradipo ha detto...

lo recupero...se ne parla mediamente bene e io invece non gli avrei dato neanche mezzo centesimo bucato...

Christian ha detto...

Marco Goi e James Ford: siamo tutti d'accordo, un esordio decisamente buono. ^^ Un appunto a Marco: a me è sembrato sufficientemente "meditato", tanto che molte sequenze (quelle "ripetitive", appunto) acquistano significato solo alla fine, quando il protagonista finalmente "rompe" la routine: segno che ogni elemento è stato ben studiato come in un gioco a incastro.

Babol e Bradipo: Sì, recuperatelo, vale sicuramente la visione!