30 aprile 2013

Dersu Uzala (Akira Kurosawa, 1975)

Dersu Uzala, il piccolo uomo delle grandi pianure (Dersu Uzala)
di Akira Kurosawa – URSS/Giappone 1975
con Jurij Solomin, Maksim Munzuk
***1/2

Rivisto in DVD.

Reduce dall'insuccesso del suo film precedente ("Dodes'ka-den", del 1970), dall'ostracismo dai produttori giapponesi, dal fallimento della sua casa di produzione (durata lo spazio di una sola pellicola) e persino da un tentativo di suicidio (nel 1971, forse causato da una malattia e dalla depressione), Kurosawa volta competamente pagina e accetta l'invito della Mosfilm di girare un film in Russia: è la sua prima coproduzione internazionale, nonché l'ennesimo (ma non certo l'ultimo) "debutto" di un regista capace di rinnovarsi in continuazione, sorprendendo ogni volta critici e spettatori con pellicole di incredibile genio, originalità e vitalità. La scelta del soggetto cade sui diari di viaggio dell'esploratore sovietico Vladimir Arsenev, scritti all'inizio del Novecento ma ancora attualissimi perché brulicanti di umanità e di spirito ecologista, che il regista nipponico aveva letto in gioventù. Arsenev, capitano dell'esercito russo incaricato di effettuare rilevazioni topografiche nelle foreste e nella taiga nella Siberia orientale, incontra casualmente un anziano cacciatore, Dersu Uzala, un ometto che gli farà da guida in due differenti spedizioni (1903 e 1907), rivelandosi un prezioso compagno, un grande amico e soprattutto un generoso maestro capace di insegnargli come vivere in armonia con la natura. Dersu è un personaggio straordinario, umile e "primitivo", che si rapporta con il mondo all'insegna di un animismo universale (chiama "omini" anche gli animali, il sole, il fuoco, l'acqua e il vento) e di una solidarietà totale (lascia cibo e risorse nei luoghi in cui si ferma, a beneficio dei futuri viaggiatori), è in grado di sopravvivere nelle condizioni più estreme (salva la vita al capitano costruendo un riparo improvvisato in mezzo a una distesa gelata), rispetta la natura (non uccide gli animali se non per necessità, salva quelli imprigionati nelle trappole dei bracconieri, rispetta la terra e gli ecosistemi), teme soltanto lo spirito della tigre ("Amba") e naturalmente si rivela inadatto alla vita di città quando Arsenev si offrirà di ospitarlo in casa sua. Costruito attraverso una serie di episodi apparentemente slegati l'uno dall'altro ma che vanno in perfetta progressione, il film è limpido, sereno e spontaneo (anche grazie a quello straordinario attore che è Maksim Munzuk, nella vita reale un musicologo). Il suo successo (vinse, fra le altre cose, l'Oscar per il miglior film straniero: il secondo di Kurosawa dopo quello per "Rashomon") si rivelò provvidenziale per "l'imperatore", aiutandolo a superare la crisi e stimolando (a sessantacinque anni!) l'inizio di una nuova carriera, che lo porterà a realizzare una serie di capolavori ancora più personali e intimi dei precedenti. Nel dvd italiano sono state reintegrate (in russo) lunghe parti del film che erano state eliminate dai distributori dell'epoca, anche se non sempre i sottotitoli fanno bene il proprio lavoro.

5 commenti:

Adriano Max ha detto...

Un capolavoro a cui sono molto affezionato: lo vidi alla tenera età di 6 o 7 anni, al cinema Gnomo di Milano e piansi tanto alla fine.
Ma l'anima di quel film è così grande che mi portò oltre al pianto in nuovi e altissimi territori della vita.
Da vedere e rivedere.

Ciao,
Adriano.

candida ha detto...

Oh grazie Christian! Anche io lo voglio rivedere, soprattutto non sapevo del dvd italiano con le integrazioni. Io ho una vecchia cassetta...

Christian ha detto...

Adriano: Anch'io l'ho visto per la prima volta tanti anni fa, e devo ammettere che inizialmente avevo fatto più fatica ad apprezzarlo rispetto ai film "giapponesi" di Kurosawa. Poi però sono "entrato" in questo mondo particolare. Ha un suo ritmo e un'anima (come giustamente dici) tutta sua...

Candida: Sicuramente la versione integrale rende maggior giustizia al film rispetto a quella tagliata dai distributori italiani. Ti presterò il dvd... Come ho scritto, ho avuto l'impressione che i sottotitoli siano un po' carenti, ma sicuramente tu non avrai problemi a vedertelo direttamente in russo! ^^

Marisa ha detto...

Film di straordinario fascino e di grande attualità per come riaccostarsi alla Natura senza falsi sentimentalismi, ma con il vero rispetto che nasce solo da un'autentica conoscenza e "consapevolezza" del legame tra tutti gli esseri viventi, piante ed animali in primo luogo.

Christian ha detto...

Sì, il modo rispettoso e consapevole in cui Dersu vive in armonia con la Natura è il vero cuore e messaggio del film.