16 agosto 2012

Vinci per me! (Alfred Hitchcock, 1927)

Vinci per me! (The Ring)
di Alfred Hitchcock – GB 1927
con Carl Brisson, Lilian Hall-Davis
**1/2

Visto in DVD, alla Fogona.

Il pugile dilettante "One Round" Jack (chiamato così perché sconfigge tutti gli avversari entro la prima ripresa) si guadagna da vivere esibendosi nelle fiere di paese, fra giostre e imbonitori, battendosi contro chiunque accetti di affrontarlo. Ma trova pane per i suoi denti quando gli si presenta davanti Bob Corby, campione australiano dei pesi massimi, che lo sfida per farsi bello agli occhi di Nelly, cassiera del baraccone e fidanzata di Jack. Nonostante la pesante sconfitta, Jack viene assoldato dal manager di Bob come suo sparring partner: peccato che anche Nelly – nel frattempo diventata sua moglie – subisca il fascino del campione e finisca col lasciare il marito per correre da lui. Più per vendicare l'affronto che per riconquistarla, Jack arriverà a sfidare Bob sul ring: ma durante l'incontro decisivo, proprio Nelly – che fra un round e un altro si presenta inaspettatamente al suo angolo – gli darà le forze e l'energia per vincere. La boxe è sempre stata lo sport cinematografico per eccellenza, e anche il grande "Hitch" – in uno dei suoi primi film muti – sceglie di rendergli omaggio, sovrapponendo al tema dello scontro sul ring quello per la conquista di una donna. Non particolarmente originale a livello di trama, la pellicola è ravvivata da una certa maestria registica, che si esprime attraverso l'uso di sovrimpressioni (la gelosia di Jack, che gli fa immaginare la moglie mentre amoreggia con il rivale), trucchi ottici, distorsioni, e una serie di fortunate invenzioni narrative (come la "scalata" di Jack nei titoli dei cartelloni, man mano che il suo cammino verso la sfida al titolo procede). Da sottolineare la scena in cui il protagonista attende inutilmente che la moglie torni a casa per brindare a una delle sue vittorie, e nel frattempo lo champagne già versato nei bicchieri perde tutte le bollicine. L'attrazione della ragazza nei confronti dell'amante è simboleggiata dal bracciale a foggia di serpente che lui le regala (il serpente, sin dalla Bibbia, è il simbolo della tentazione!), mentre il titolo originale gioca sui due significati della parola "ring": anello (di fidanzamento) e quadrato in cui si battono i pugili.

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