18 aprile 2012

Quasi amici (O. Nakache, E. Toledano, 2011)

Quasi amici (Intouchables)
di Olivier Nakache ed Éric Toledano – Francia 2011
con François Cluzet, Omar Sy
**

Visto al cinema Uci Bicocca, con Sabrina.

Ispirata a una storia vera (i cui protagonisti reali sono mostrati nei titoli di coda), una commedia che in Francia ha riscosso un enorme successo di pubblico e che può essere inquadrata in un ben preciso genere cinematografico, il buddy movie, ovvero l’incontro e l’amicizia tra due personaggi che rappresentano mondi apparentemente incompatibili ma che poi trovano una sintonia inattesa. Qui i due character agli antipodi sono il ricco e colto Philippe, rimasto paralizzato dal collo in giù dopo un incidente in deltaplano, e il delinquente di origine senegalesi Driss, assunto temporaneamente come suo badante personale. Con la sua franchezza e il suo calore umano, l'irriverente immigrato delle periferie aiuterà il suo datore di lavoro a recuperare un rapporto positivo e ottimista con la vita: ma anche lui svilupperà una coscienza sociale in precedenza improbabile, e scoprirà persino l'amore per l'arte. Molte le gag divertenti, anche se quasi tutte sulla medesima falsariga (il rozzo comportamento di Driss, perennemente a sproposito negli ambienti altoborghesi e raffinati di Philippe, mette in luce quelle verità che tutti ipocritamente cercano di nascondere: vedi per esempio le sue reazioni di fronte all'arte moderna o alla musica classica), e inevitabile il lieto fine. Ottimi gli attori, senza particolari guizzi invece la regia. Più buonista che sincero (immagino che un remake hollywoodiano non tarderà ad arrivare), il film ha comunque il pregio di non adagiarsi sul pietismo e la retorica, rischi sempre incombenti quando si parla di malattie. Il tema degli opposti si rispecchia anche nella colonna sonora, che comprende sia brani classici (da Bach a Vivaldi) che hip pop, funky e rhythm and blues.

Nota: è stato il primo film che ho visto insieme a Sabrina.

4 commenti:

Sabrina ha detto...

je suis d'accord ... nakache e toledano si aggiungono alla lunga lista dei pronipoti di antifane
ed anassandride attingendo a piene mani alla legge degli opposti comici.Nel caso di specie, l'esegesi cinematografica
ci propone una versione tutta parigina in cui la colta,opulenta ed aristocratica villa montmorency viene vista dagli occhi
dell'analfabeta,indigente e plebea banlieue.Degne di nota l'originalità nella scelta dei loro rappresentanti e l'interpretazione dei relativi attori che entrano in relazione e conseguono un'inaspettata eufonia in cui le due realtà antipodiche si contaminano e giungono a
reciproco giovamento.La sceneggiatura è la miglior componente dell'impianto filmico.Scolastica la regia,spogli i dialoghi,scarna la fotografia nonostante le potenzialità dell'ambientazione,concorde con la struttura antinomica la colonna sonora.Chi cerca qualche risata,la troverà.Il grande limite è che troverà poco altro.
Bacini&bacetti

Christian ha detto...

Sì, il meccanismo alla base del film è vecchio come la commedia stessa, ma qui risulta ancora efficace, grazie soprattutto agli attori e anche per i risvolti sociali. Probabilmente aiuta il fatto che si tratti di un film francese: gli americani l'avrebbero realizzato con il freno a mano tirato sul politically correct, gli italiani con una complicità paternalistica e troppe strizzatine d'occhio allo spettatore.

Alessandra ha detto...

Concordo, non questo grande capolvoro che tutti stanno decantando, ma una commedia godibilissima e piacevole.

Ale55andra

Christian ha detto...

Sicuramente! Comunque, in questo stesso genere, i francesi hanno fatto cose anche più interessanti (un titolo che mi viene in mente, anche se meno comico e più malinconico, per esempio è "L'uomo del treno" di Leconte).