19 settembre 2011

Pollo alle prugne (Satrapi, Paronnaud, 2011)

Pollo alle prugne (Poulet aux prunes)
di Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud – Francia 2011
con Mathieu Amalric, Maria de Medeiros
**

Visto al cinema Apollo, in originale con sottotitoli (rassegna di Venezia).

A Teheran, nel 1958, il violinista Nasser Ali decide di lasciarsi morire perché non trova più piacere nella musica. Durante gli otto giorni che trascorre a letto, senza mangiare e senza bere, ci vengono illustrate meglio le ragioni della sua scelta attraverso una serie di flashback (sulla sua vita, il suo amore contrastato per la bella Iran, e il suo matrimonio infelice con la patetica Faranguisse) e di flashforward (sulla vita futura dei suoi figli). Dalla stessa coppia di registi di “Persepolis” (e, come quello, tratto da un fumetto della Satrapi, anche se stavolta – a parte una breve sequenza – il film non è a cartoni animati), un film che ha ben poco di iraniano e che invece è molto francese, al punto da ricordare a tratti pellicole come “Il meraviglioso mondo di Amelie”, raccontate con i toni della fiaba (a un certo punto si scopre che la voce narrante è addirittura quella dell’angelo della morte) e ricche di elementi comici, surreali, esistenziali. Forse fin troppo: gli spunti e gli episodi che si accavallano sono talmente tanti da rendere il risultato un po’ dispersivo (oltre che leggermente melenso e finanche ruffiano). Il titolo si riferisce al piatto preferito del protagonista, ma anche questo è un elemento buttato lì senza una vera necessità. Naturalmente il fatto che la ragazza amata si chiami Iran suggerisce una metafora politico-nostalgica: l'amore per il proprio paese e per quello che avrebbe potuto essere. Buono il cast: al fianco del protagonista Mathieu Amalric (bravo come sempre), ci sono Maria de Medeiros (la moglie Faranguisse), Golshifteh Farahani (l'amata Iran) e, in ruoli minori, Jamel Debbouze (il mercante), Isabella Rossellini (la madre) e Chiara Mastroianni (la figlia Lili da adulta).

2 commenti:

Cineblob ha detto...

Tutto vero. Molto (troppo) francese e un po' dispersivo. Penso che fosse proprio il fumetto ad essere poco adattabile :/

Christian ha detto...

Sì, è sicuramente meno incisivo di "Persepolis", anche se alcuni spunti interessanti li ha.