5 maggio 2011

L'ultimo dominatore dell'aria (M. N. Shyamalan, 2010)

L'ultimo dominatore dell'aria (The Last Airbender)
di M. Night Shyamalan – USA 2010
con Noah Ringer, Dev Patel
*1/2

Visto in divx, con Hiromi.

In un mondo fantastico, diviso in quattro regni legati agli elementi naturali (acqua, aria, terra e fuoco), la belligerante nazione del fuoco progetta di conquistare l'intero pianeta e dà la caccia ad Aang, ragazzino in grado di dominare tutti gli elementi e di comunicare con gli spiriti, destinato a riportare la pace e l'equilibrio fra le genti. Da un cartone animato (americano, anche se chiaramente ispirato ai manga giapponesi) che in originale si intitolava "Avatar" – ma far uscire un lungometraggio con quel titolo nello stesso anno del kolossal di James Cameron era impensabile – e con un soggetto non brilla per originalità, Shyamalan trae un film dal plot schematico e dai personaggi caratterizzati ingenuamente: le critiche non sono mancate, anche se bisognerebbe considerare che si tratta di una pellicola indirizzata a un pubblico infantile, il cui vero limite è quello di non presentare particolari motivi di interesse per uno spettatore adulto. La figura dell'Avatar, che si reincarna di generazione in generazione nel rappresentante di un diverso regno (nell'attuale "ciclo", come suggerisce il titolo, Aang fa parte dei nomadi dell'aria), è chiaramente ispirata al Dalai Lama; ma un po' tutto il mood della pellicola è asianeggiante: il popolo del fuoco, per esempio, è di etnia indiana, proprio come il regista stesso. Il livello degli attori, quasi tutti giovanissimi, è abbastanza mediocre (fra i meno peggio c'è Dev Patel, già protagonista di "Slumdog Millionaire", nei panni del cattivo – ma non troppo – principe Zuko), e le scene d'azione e di battaglia trasmettono ben poca emozione o adrenalina. Il finale aperto lascia intendere che è previsto un seguito per completare la storia, ma visto il basso gradimento di critica e pubblico non è affatto detto che verrà realizzato. Ah, ovviamente del 3D se ne può fare allegramente a meno.

4 commenti:

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

pur essendo sempre stato un fan di shyamalan, questo l'ho detestato.
sarà anche un film per un pubblico giovane, ma in quest'ambito è stato comunque fatto di molto meglio.
perché m. night l'hai fatto? perché?

Giuliano ha detto...

...mamma mia, Shyamalan!!! bravissimo tecnicamente, ma - e tu ben sai quali e quanti film lunghi e lenti mi sono sciroppato - è una delle poche volte che ho rischiato di addormentarmi davanti a un film.
Dopo il film con il bambino antipatico (Osment?) e quello dei cerchi sul grano, ho desistito.
Meno male che ci sei tu che mi tieni aggiornato!
:-)
(si vede molto che io non ho più l'età?)

Christian ha detto...

"Il sesto senso" era un bel film, "Signs" era orribile (anche e soprattutto per la filosofia che veicolava), ma in genere Shyamalan mi piace. L'ho difeso anche in casi in cui tutti gli davano contro (come per "Lady in the water"). Però devo ammettere che ultimamente sta sfornando film davvero dimenticabili, se non peggio ("E venne il giorno", e poi questo)...

Quanto ai discorsi sui bambini e sull'età, in effetti se il film è bello (purtroppo non è questo il caso) chi se ne frega del target. ^^

Giuliano ha detto...

No, il senso è che non ho più l'età per guardare tutto di tutto...
:-)
i film per bambini, quelli sì, continuo a guardarli. Molto spesso sono meglio degli altri.
E' un peccato, comunque, vedere un talento vero come Shyamalan perdersi così per strada.