26 febbraio 2011

Il cigno nero (D. Aronofsky, 2010)

Il cigno nero (Black Swan)
di Darren Aronofsky – USA 2010
con Natalie Portman, Mila Kunis
***1/2

Visto al cinema Arlecchino, con Costanza.

La giovane ballerina Nina (Natalie Portman) viene scelta come protagonista di una nuova e imminente rappresentazione de "Il lago dei cigni". Frigida e perfezionista, sarebbe adattissima al ruolo del Cigno Bianco: ma l'esigente regista e coreografo Thomas (Vincent Cassel) la spinge a tirare fuori di sé anche il suo lato oscuro e passionale, quello da Cigno Nero. Tormentata dalle allucinazioni, da una madre invadente e possessiva (a sua volta ex ballerina fallita, che vede nella figlia la possibilità di realizzare i propri sogni di gloria), ma soprattutto da Lily (Mila Kunis), una collega che sembra incarnare tutto quello che lei non è, scivolerà lentamente verso l'autodistruzione, l'unico modo per far uscire da sé ciò che ha a lungo represso. Aronofsky torna a temi che aveva già affrontato nel suo primo film, "Pi – Il teorema del delirio" (e come in quello si prende qualche libertà con la materia trattata) sfornando un thriller psicologico con i fiocchi, anche dal lato formale. La bicromia, in particolare, si riflette a più livelli nell'estetica del film: dagli abiti (Nina veste sempre di bianco, Lily di nero) alle scenografie (gli arredi, gli interni e persino gli esterni), tutto è giocato sulla contrapposizione fra i due colori estremi, simbolo di una divisione netta che non può che produrre qualche incrinatura (il rosso del sangue). Angosciante, dark e disturbante, il film è attraversato da evidenti atmosfere polanskiane ("Repulsion" è il titolo che viene subito alla mente), ma ci ho anche visto rimandi a Dario Argento (il personaggio della madre), Cronenberg (la metamorfosi fisica che esprime quella interiore), Lynch (l'ambiguità del reale) e, perché no?, il Satoshi Kon di "Perfect blue" (la pressione di un ambiente che pretende troppo da una giovane artista, già fragile di suo). E poi: fantasie, specchi, riflessi, il tema del doppio (Nina proietta in Lily la parte di sé che ha a lungo represso, ossia l'audacia, la sensualità, l'istinto), ferite, graffi, e una scena lesbica già cult. Se bisogna trovargli qualche difetto, è la mancanza di sottigliezza: regia e sceneggiatura insistono troppo sui suoi temi, in maniera finanche ossessiva. Notevole la prova della Portman, che per sostenere il ruolo è dimagrita di parecchi chili (ma in alcune scene di ballo c'è una controfigura). Nel cast molti volti noti, in alcuni casi quasi irriconoscibili, come Barbara Hershey (la madre di Nina) e Winona Ryder (Beth, la "vecchia" diva che viene soppiantata suo malgrado proprio dalla protagonista).

34 commenti:

Pau ha detto...

Nel complesso mi è piaciuto: storia accattivante e sensuale, eccellente lavoro di Libatique e dello scenografo (di cui purtroppo non ricordo il nome), regia immaginifica ma allo stesso tempo solida, bravissima la Portman...però ammetto che, ad un certo punto della visione, ho pensato che "Black Swan" sta alla psicologia come "Il mercante di pietre" alla questione islamica.
Il giustamente citato "Repulsion" a mio parere è un'opera assai più sottile e raffinata.

Christian ha detto...

Come ho scritto, anch'io penso che al film manchi un po' di sottigliezza (ma da Aronofsky, regista assai "pesante", era forse impossibile pretenderne! ^^).
Ciò non toglie che sia una pellicola di forte impatto, che cresce molto anche nei giorni successivi alla visione: personalmente la metto fra le migliori viste in questa stagione.

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

stupendo, film di una classe enorme come la sua protagonista.
a trovare proprio un difetto ti sei comportato proprio da cigno nero, visto che comunque il calcare la mano e l'essere ossessivo credo sia un effetto ricercato.
comunque, anche se per me è da massimo dei voti, raramente ti vedo assegnare così tante stelline :)

Marisa ha detto...

A me sembra un film molto importante e ben riuscito. La pesantezza di cui parlate mi sembra il necessario contraltare alla idealizzazione che in genere si fa del mondo del balletto, pensandolo aereo e angelico. Qui all'idealizzazione corrisponde un prezzo da pagare altrettanto estremo e, aver sfruttato l'immagine del cigno nella sua duplicità (bianco e nero)- peraltro balletto da sempre simbolo del mondo della danza classica ed anche, secondo me, della personale tragedia di Tchaikovskij - è la migliore e più naturale evoluzione ed esplicitazione del tema stesso.
La schizofrenia (nel suo significato etimologico di scissione tra le due parti opposte e nel suo significato psichiatrico di grave malattia psichica) ci sta tutta e la vediamo irrompere in un mondo chiuso in sé stesso e nella sua rigorosa perfezione, ma proprio per questo, altamente a rischio.
Come non pensare al bellissimo e perfetto Nijinskij, finito anche lui schizofrenico?

Christian ha detto...

Marco: Devo confessare che i primi film di Aronofsky non mi avevano convinto, ma dopo "The wrestler" e con questo sto cambiando idea su di lui!

Marisa: È vero, l'ambiente del balletto, che esige tanta dedizione e perfezione, è lo sfondo ideale per una storia di questo tipo. E le qualità formali del film (la divisione in bianco e nero, che si riflette persino nei quadri esposti nella casa del coreografo, che ricordano le macchie di Rorschach) sono tutte al servizio dei suoi contenuti, ovvero della scissione psichica della protagonista.

Marisa ha detto...

A proposito di come giocano i colori in una mente sconvolta e che tende alla perfezione separando il bianco dal nero e li ritorno attraverso il rosso, ricordo delle drammaticissime pagine del diario di Nijinsky, ormai sconvolto dal delirio. Tornando a casa da una passeggiata sulla neve (Bianco assoluto, purezza) vede delle macchie,forse di letame (sporco), che lui scambia per macchie di sangue (rosso) e pensa ad un delitto che Dio ha messo sulla sua strada per provarlo e si sente spinto dal Diavolo a gettarsi da un dirupo (autodisrtuzione) per provare se Dio sarebbe venuto a salvarlo, poi sente che Dio stesso (Il Padre persecutorio, il demone del Lago dei cigni) gli dice:"Va a casa e dì a tua moglie che sei pazzo". Segue una pagina molto drammatica in cui si sdraia nella neve e sta quasi congelando , finchè, sempre seguendo allucinate voci divine, riesce a tornare a casa in evidente stato confusionale.
Il "Diario"di Nijinsky è pubblicato da Adelphi nel 1979.

Christian ha detto...

Interessante!
A questo punto c'è da chiedersi se durante la lavorazione di "Cigno Nero" Aronofsky abbia letto o si sia ispirato in parte alla storia di Nijinsky.
(sarebbe una triangolazione senza pari di nomi polacchi che terminano in "-sky" : Polansky-Aronofsky-Nijinksy ! ^_^)

Christian ha detto...

Dimenticavo Ciajkovsky: siamo a quattro! ^^

Christian ha detto...

Aggiornamento Oscar: Natalie Portman ha vinto la statuetta come miglior attrice. Meritatissima.

Pau ha detto...

Tifavo per Jennifer Lawrence, che non aveva grosse chanches. Statuetta per Portman stra-meritata, la sua interpretazione è fondamentale per rendere credibile alcuni momenti di "Black Swan" che, affidati ad una attrice meno capace, avrebbero camminato sul filo del ridicolo(penso ai vari "sdoppiamenti", soprattutto, ma anche alle scene di seduzione con Cassell).

Noodles ha detto...

Bellissima recensione. Interessante il rintracciamento delle varie "influenze" o consonanze con altri film del passato. Black swan sembra un po' un racconto basico, un livello azzerato della fiaba, nera e cupa come si vuole da tradizione.

Christian ha detto...

E ho dimenticato di accennare agli effetti speciali: funzionali, non invadenti ma di grande impatto emotivo.

Jack Skellington ha detto...

Aronofsky è bravo, il film non è assolutamente brutto, eppure mi è sembrato tremendamente privo non solo di sottigliezza e raffinatezza (tutto il contrario di Repulsion!) ma soprattutto di originalità. E' un film che ha la pretesa di trattare temi pesantissimi (il doppio, il connubio fra arte e vita, la patologia psichica...) senza riuscire ad aggiungere quasi nulla a quello che troppi (Polanski, Cronenberg, Haneke, Argento...) hanno già detto prima e meglio. E ci sono davvero troppi clichè: la madre oppressiva (ballerina fallita), la frigidità sessuale sinonimo di psicopatia, la ragazza virginea e la ragazza passionale come due lati della stessa medaglia...

Christian ha detto...

Diciamo che è un "Repulsion" aggiornato agli anni attuali. Se nel film di Polanski la protagonista (un'eccezionale Deneuve) si auto-recludeva in casa e si isolava dal mondo esterno, qui invece il dramma psicologico di Nina sta anche nel confronto con quello che la circonda e con gli altri, in particolare con coloro (come Lily) su cui proietta la parte oscura di sé stessa, quella che vorrebbe esorcizzare e "uccidere".
A me, poi, è piaciuto particolarmente proprio il setting, ovvero il mondo del balletto: e dire che ci sono spettatori che sono andati a vederlo pensando che fosse un film del genere "Saranno famosi"...!

Pau ha detto...

Devo ammettere che lasciandolo un po' decantare nella memoria, "Black Swan" ne guadagna (almeno è così per me); la "pesantezza" che mi aveva colpito ad una prima visione forse è semplicemente il tentativo di Aronofsky di rendere "carnale", cruda e passionale una vicenda che altrimenti avrebbe corso il rischio di apparire fredda e asettica. E forse, come scriveva qualcuno nei commenti, Aronofsky si è davvero "divertito" a rovesciare i luoghi comuni che abitualmente associamo al balletto.

Christian ha detto...

Infatti, il modo in cui il regista tratta il mondo del balletto (per quanto non del tutto realistico) mi è parso uno dei punti di forza del film. Rispondendo ancora a Jack Skellington che accusa il film di essere poco originale, c'è il detto secondo cui "tutte le storie sono già state raccontate", e l'abilità di un narratore consiste proprio nel rimescolare le carte in modo da renderle ancora interessanti. Mi pare che in questo caso Aronofsky ci sia riuscito bene.

Cineserialteam ha detto...

Devo ancora vederlo questo. Dati i buoni precedenti del regista, questo mi ispira parecchio.

Christian ha detto...

Se ti sono piaciuti tutti i suoi film precedenti (a me alcuni, come "L'albero della vita", hanno lasciato perplesso), sicuramente questo ti entusiasmerà!

Anonimo ha detto...

Altro grandissimo film che dopo "the wrestler" conferma il fatto che Aronofsky mi ha totalmente conquistata.

Ale55andra

Christian ha detto...

Ha dimostrato di essere un grande regista anche a quelli (come me) che avevano qualche dubbio...

Luciano ha detto...

Intense emozioni sequenza dopo sequenza in un connubio esaltante fra intreccio e "qualità formali". Macchina da presa incollata al volto della Portman per catturare la massima tensione, la danza vista dal "dentro", le allucinazioni, non so cos'altro dire. Bello. Ci sarebbe da discutere a lungo.

Christian ha detto...

Infatti, i film che oltre alla forma curano in maniera così intensa anche i contenuti (cosa oggi sempre più rara, soprattutto a Hollywood) sono sempre i benvenuti.

Cineserialteam ha detto...

Buona disamina sulle concessioni autorali che Aronofsky prende in prestito dai suoi colleghi. Gran bel film.

CST

Christian ha detto...

Grazie. ^^
Dunque non ti ha deluso!

Dan ha detto...

>Devo confessare che i primi film di Aronofsky non mi avevano convinto, ma dopo "The wrestler" e con questo sto cambiando idea su di lui!

_________________
Sono assolutamente con te, qui; cineasta che sembra aver trovato un modo di esprimere il suo cinema compiutamente e senza essere invadente (sebbene qualche tautologia rimanga, IMO). Aggiungo un'altra influenza che mi è parsa primaria, "The Red Shoes": per l'arte si può morire.

Christian ha detto...

In effetti, trattandosi di balletto, un film come "Scarpette rosse" (che peraltro ancora non ho visto...) può essere davvero stato un'altra fonte di ispirazione.

marco c. ha detto...

Secondo me ragazzi state esagerando in elogi al regista. Il film è mediocre, lento e scontato. Attinge a piene mani al cinema europeo tra gli anni '70-'80 e lo rielabora per presentarlo al pubblico nordamericano. Niente di nuovo, emozioni già provate. Persino l'accompagnamento musicale più importante nella scena topica non è originale, ma di Čajkovskij. Mi sembra un film rubato, un mostro frankenstein di pezzi altrui ed emozioni già metabolizzate. Ecco come lo smembro: 1) 40 minuti alla lars von trier, poca musica e camera a spalla (la parte migliore); 2) intermezzo scontato figlia-mamma-cassel-wynona (stile zio sam); 3) parte migliore: ultimi 5-10 minuti parte del balletto. Tuttavia la parte migliore, che è anche quella finale non vi deve fuorviare: anche se suscita partecipazione e smuove passioni non giustifica l'esistenza di un intero film che è un macinato di altri registi. I nomi li avete già detti. Rispetto l'opinione di tutti ma questa è davvero una cantonata! Alla fine A. è riuscito nel suo intento di fingere profondità quando invece è solo mistificazione e "fuffa" (come in "Pi - Il teorema del delirio"). Persino tre ragazze digiune di cinema mi hanno detto chiaramente che era troppo scontato! E' un montaggio, che richiede tempo per essere ricostruito e compreso, ed è per questo che nei giorni seguenti il film prende peso nel ricordo del pubblico.

Christian ha detto...

È buffo (un contrappasso?) che io mi ritrovi a difendere Aronofsky, quando in passato gli ho dato contro, e anche pesantemente, usando persino le tue stesse argomentazioni (e cioè che il suo cinema è "fuffa")... ^^

In ogni caso, il mio pensiero su questo film l'ho già espresso, ma comunque è interessante leggere anche pareri negativi (che sono sempre graditi). In fondo, diffido dai film su cui tutti la pensano allo stesso modo, nel bene e nel male: secondo me le pellicole veramente valide sono quelle su cui c'è anche discordanza, perché significa che presentano argomenti su cui discutere...

(Una nota a parte su Ciaikovsky: a me è piaciuto molto l'uso che se ne fa: siamo lontani dalla banalità e dalle facili emozioni – quelle sì – de "Il concerto").

marco c. ha detto...

Ho riletto il commento che ho lasciato di fretta l'altra volta e a parte la sintassi non mi rimangio nulla anzi rilancio: http://www.youtube.com/watch?v=anlHmGA-Bvs lo sapevi che l'infimo A. ha comprato i diritti di questa scena di Kon per metterla nel cigno nero. FRANKENSTEIN!

marco c. ha detto...

e cmq complimenti per l'occhio che hai avuto nell'individuare le parti di Kon nel film. questo dimostra che A. dovrebbe fare il critico non il regista perchè ha una conoscenza enciclopedica del cinema ma nulla da dire.

Christian ha detto...

Curioso! Citare Kon mi sembrava azzardato, non ero sicuro al 100% che Aronofsky conoscesse "Perfect blue", ma a questo punto la cosa è ovvia! ^^

Su YouTube circola anche questo:
http://www.youtube.com/watch?v=2Vu94BIpiOM

marco c. ha detto...

Un commento da YT: "Aronofsky is a dumbass. I used to like him for movies such as Requiem For A Dream but he disgusted me with his idiotic copy of Perfect Blue. Shame on you, Aronofsky; RIP Satoshi Kon ... and what about Paprika - Inception ... Hollywood really sucks".

marco c. ha detto...

E.."Before "The Matrix", there was "Ghost in the Shell". Before "Inception", there was "Paprika". Before "Black Swan", there was "Perfect Blue". Anime rules!". Ci vuole il coraggio di sperimentare che l'animazione ancora possiede mentre le major hanno perduto. Ciao!

Christian ha detto...

Purtroppo è difficile sperimentare quando sono in ballo milioni di dollari: per questo le major di Hollywood preferiscono affidarsi al già visto, e dunque fioriscono sequel, remake, rivisitazioni e adattamenti...
In questo panorama, direi che i film di Aronofsky (così come quelli di Nolan, di Cuaron, e di altri "autori"...) sono fra i più originali!

Comunque, più ci penso e più mi dico: che perdita, quella di Satoshi Kon...