15 gennaio 2011

Victor Victoria (B. Edwards, 1982)

Victor Victoria (id.)
di Blake Edwards – GB/USA 1982
con Julie Andrews, Robert Preston
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Rivisto in DVD, con Giovanni, Rachele, Ilaria e Paola.

Nella fredda Parigi dell'inverno del 1934, l'affamata e disoccupata cantante Victoria Grant (Julie Andrews) cerca inutilmente di ottenere una scrittura in un cabaret. Su suggerimento dell'amico gay Toddy (un simpatico e sarcastico Robert Preston), si presenta a un agente teatrale simulando di essere un uomo: il conte Victor Grazinsky, aristocratico polacco che sul palco si esibisce in abiti femminili e di cui Toddy finge di essere l'amante. Divenuta rapidamente una stella e una celebrità in tutta Parigi, attira l'interesse del rude gangster di Chicago King Marchand (James Garner), che non sa spiegarsi perché si senta tanto attratto da un maschio... Divertentissima commedia musicale sul tema del travestitismo e dell'ambiguità sessuale, questa farsa scoppiettante su "una donna che finge di essere un uomo che finge di essere una donna" – ispirata a un film tedesco del 1933 ("Viktor und Viktoria", di Reinhold Schünzel) – è forse il capolavoro di Blake Edwards: a un incipit melodrammatico e dickensiano seguono dialoghi impertinenti e sofisticati, un'esilarante comicità slapstick, numeri musicali ricchi di glamour (grazie anche agli splendidi costumi e alle coreografie) e colpi di scena a ripetizione. Naturalmente il tema dell'identità sessuale gioca un ruolo primario: si veda il gangster che per rassicurarsi della propria virilità si lascia coinvolgere in risse in palestra e nelle peggiori bettole di Parigi. Ma il film è anche – attraverso il filtro dell'ironia e della musica – un inno alla tolleranza e all'accettazione. Da vedere e da rivedere. Meravigliosi tutti gli interpreti, dai tre protagonisti principali ai numerosi caratteristi e ai personaggi di contorno: la sensibile guardia del corpo di Garner (Alex Karras), la gelosa "pupa" del gangster (Lesley Ann Warren), l'elegante agente di Victor (John Rhys-Davies), l'imperturbabile cameriere (Graham Stark), il maldestro e sfortunato investigatore (Sherloque Tanney) e molti altri. Fra le canzoni (di Henri Mancini, collaboratore abituale di Edwards, che nell'occasione vinse l'Oscar) spiccano "Le Jazz Hot", "You and Me" e "Crazy world", quest'ultima usata anche come tema nei titoli di testa.

4 commenti:

Luciano ha detto...

Un film meraviglioso, e credo anch'io che sia il suo miglior lavoro.

Christian ha detto...

Sì, è un film magnifico e divertente anche dopo ripetute visioni, ricco di personaggi simpatici e di situazioni esilaranti (oltre che di bellissimi numeri musicali e di una buona ricostruzione storica e ambientale).

Forse l'unico difetto è che Julie Andrews non è del tutto credibile come uomo (anche in abiti maschili, per me continua a sembrare una donna!) ^^

Roberto Fusco Junior ha detto...

Credo che siamo tutti d'accordo. Questo è il suo capolavoro. C'ha i tempi giusti. È un crescendo.

Christian ha detto...

Azzeccata la metafora musicale!