21 dicembre 2010

L'inglese che salì la collina... (C. Monger, 1995)

L'inglese che salì la collina e scese da una montagna (The Englishman Who Went Up a Hill But Came Down a Mountain)
di Christopher Monger – GB 1995
con Hugh Grant, Colm Meaney
**1/2

Visto in TV, con Hiromi.

Siamo nel 1917: quando due cartografi inglesi (Ian McNeice e Hugh Grant) giungono nel villaggio gallese di Ffynnon Garw per misurare l'altezza della vicina altura – di cui tutti gli abitanti sono orgogliosi a tal punto da chiamarla "la prima montagna del Galles" – e giungono alla conclusione che non si tratta di una montagna bensì di una collina, in quanto non raggiunge (seppur di pochissimo) la quota di mille piedi necessaria a essere classificata come tale, l'intera popolazione del villaggio si mobilita: guidati dall'anziano parroco e soprattutto dal proprietario del pub locale, Morgan "il montone" (un simpaticissimo Colm Meaney), gli abitanti cercano in ogni modo di impedire la partenza dei due inglesi dal paese mentre, a loro insaputa, una grande quantità di terra viene trasportata e ammucchiata in cima alla "collina", in modo da incrementarne l'altezza fino alla quota fatidica. Nel contempo, il più giovane dei due inglesi – il più propenso a lasciarsi conquistare dal fascino della vita rurale – troverà anche l'amore in una spigliata cameriera (Tara Fitzgerald). Da un soggetto quasi barksiano (ricorda vagamente "Zio Paperone e la disfida dei dollari"), peraltro ispirato a una storia vera (l'intera vicenda è raccontata in flashback da un nonno al nipotino, e nel finale vediamo i discendenti attuali degli abitanti del villaggio che ne ripetono l'impresa), Monger realizza un filmetto gradevole che si iscrive nel filone di quelle commedie britanniche corali basate su piccole comunità ed elaborati inganni a fin di bene (come "Svegliati Ned" o "L'erba di Grace"). La pellicola è sostenuta da una sola idea, ma la buona ambientazione e il discreto cast di contorno riescono a tener desta l'attenzione fino in fondo.

2 commenti:

Einzige ha detto...

ho un ottimo ricordo di questo film.
c'è il grosso limite di uno Hugh Grant che, dopo un pò, ispira tutto meno che simpatia e divertimento.

Christian ha detto...

Sì, Hugh Grant (con la sua faccia sempre uguale) è il punto debole del film, che per il resto è assai gradevole.