11 maggio 2010

Testimone d'accusa (B. Wilder, 1957)

Testimone d'accusa (Witness for the prosecution)
di Billy Wilder – USA 1957
con Charles Laughton, Marlene Dietrich
****

Rivisto in DVD, con Giovanni, Rachele e Ilaria.

Tratto da un testo teatrale di Agatha Christie, stupendamente sceneggiato da Billy Wilder con due collaboratori, questo film è uno dei massimi capolavori di quel particolare genere – così popolare nei paesi anglosassoni – chiamato courtroom drama e incentrato su processi e tribunali. Un brillante avvocato che di recente ha avuto problemi di salute (Charles Laughton) deve difendere un uomo (Tyrone Power) dall'accusa di aver assassinato una ricca vedova: il fatto che la donna avesse appena cambiato il proprio testamento per renderlo suo erede universale non depone certo a suo favore. L'unico alibi gli potrebbe essere fornito dalla moglie Christine (Marlene Dietrich), profuga tedesca che aveva conosciuto fra le rovine della Germania dopo la guerra: ma questa non solo sembra reticente a volerlo scagionare, ma viene addirittura chiamata a testimoniare per l'accusa! Colpi di scena a ripetizione, schermaglie verbali ed emotive, una caratterizzazione sopraffina di tutti i personaggi e una messa in scena precisa e coinvolgente fanno di questa pellicola una delle gemme più brillanti della produzione wilderiana non strettamente comica: il regista non rinuncia comunque ad alcuni tocchi di commedia, soprattutto quando sono di scena il formidabile Charles Laughton (che dà vita a un avvocato intelligente, bizzoso e simpatico) e la sua fin troppo premurosa infermiera (Elsa Lanchester), che lo tiranneggia in continuazione proibendogli (senza troppo successo) alcol, sigari ed emozioni forti. A loro – marito e moglie nella vita reale, ed entrambi nominati per l'Oscar – fanno da contraltare due vecchi "mostri sacri" come Tyrone Power (qui in una delle sue ultime e migliori interpretazioni) e Marlene Dietrich, che dimostrano di avere ancora cartucce da sparare dopo i fasti degli anni trenta e quaranta. Al termine del film, una voce fuori campo sui titoli di coda invitava gli spettatori a non rivelare agli amici il finale della pellicola, in maniera simile a come aveva fatto Clouzot – con un cartello – due anni prima per "I diabolici". La frase di lancio del film, invece, era "Una suspence come questa si incontra una volta ogni cinquant'anni!". Forse per una volta i pubblicitari non avevano tutti i torti.

2 commenti:

Ismaele ha detto...

un capolavoro assoluto del cinema di sempre, Billy Wilder è un genio.

Monsier Verdoux ha detto...

Mamma mia che film, un autentico gioiello: teso, vibrante, divertente, con un meccanismo a flahback impeccabile ed interpreti fenomenali (laughton, l'immortale dietricht). E con alla regia uno dei più grandi di sempre: Billy Wilder.