13 maggio 2010

Iron Man 2 (Jon Favreau, 2010)

Iron Man 2 (id.)
di Jon Favreau – USA 2010
con Robert Downey jr., Mickey Rourke
**

Visto al cinema Orfeo, con Hiromi.

I secondi capitoli delle saghe supereroistiche della Marvel si sono spesso rivelati migliori degli episodi d'esordio, che sono penalizzati dal dover narrare in maniera dettagliata le origini dei personaggi: è successo, per esempio, per lo Spider-Man di Raimi e per gli X-Men di Singer, franchise di cui proprio il secondo film rappresenta la punta di diamante. Non è così invece per Iron Man, il cui sequel – decisamente più fracassone e infantile, oltre che meno coerente e rigoroso – non è all'altezza dell'ottimo primo episodio. Buona parte della colpa è da imputare all'avvicendamento fra gli sceneggiatori, con l'arrivo di Justin Theroux (inesperto ma "amico" di Downey jr., con cui aveva lavorato in "Tropic Thunder"). Tutto sommato però il divertimento non manca, soprattutto per un Marvel fan che – come me – ha sempre amato il personaggio e per una volta è disposto ad accontentarsi di rumorose scene d'azione (da incorniciare l'adrenalinico scontro sulla pista automobilistica cittadina di Montecarlo e la battaglia finale con decine di avversari nei cieli sopra le installazioni fieristiche dello Stark Expo) e a passare sopra alla totale mancanza di plausibilità dell'aspetto tecnologico-scientifico (a differenza degli sceneggiatori del film precedente, Theroux non cerca nemmeno di inventare uno straccio di spiegazione teorica per il funzionamento delle armi dei "cattivi" o per il modo in cui il protagonista sintetizza un nuovo elemento chimico). Questa volta l'inventore milionario Tony Stark deve affrontare minacce su più fronti: l'esercito degli Stati Uniti, che non intende lasciare nelle mani di un privato una "potenza di fuoco" come quella fornita dall'armatura di Iron Man; il fabbricante d'armi rivale Justin Hammer (Sam Rockwell), che mette a punto un esercito di droni inarrestabili e che naturalmente sfuggono al suo controllo; lo scienziato russo Ivan Vanko, alias Blacklash (un Mickey Rourke sardonico e tatuato), deciso a vendicare i torti subiti da suo padre per opera della famiglia Stark; il suo stesso corpo, avvelenato dalla medesima tecnologia che lo mantiene in vita; la difficile "eredità" del padre, con il quale – pur se morto – tenta di ricucire il rapporto. Aggiungiamo al miscuglio il ritorno di Nick Fury (nuovamente interpretato da un ironico Samuel L. Jackson), l'arrivo di Natasha Romanoff (la Vedova Nera, qui agente dello S.H.I.E.L.D.: una Scarlett Johansson poco in parte), il problematico rapporto con la segretaria "Pepper" Potts (ancora Gwineth Paltrow) e il confronto con l'amico James Rhodes (con un cambio di interprete: al posto di Terrence Howard ora c'è Don Cheadle, benché i due non si somiglino per nulla), che indossa finalmente l'armatura corazzata di War Machine, e otteniamo un blockbuster anche gradevole, che si regge sulle scene d'azione (gli storyboard sono di Genndy Tartakovsky) e sulle interpretazioni di Robert Downey jr. e Mickey Rourke, ma che corre il rischio di essere dimenticato piuttosto in fretta. Come nel film precedente, Favreau in persona interpreta l'autista "Happy" Hogan, al quale viene dato un po' più di spazio. Non mancano infine un paio di strizzatine d'occhio in chiave "Vendicatori", come l'apparizione dello scudo di Capitan America e del martello di Thor, quest'ultimo dopo i titoli di coda.

8 commenti:

Ernesto ha detto...

Quindi storyboard di Tartakovsky e scienza plausibile come quella di Dexter? :-)

Ciao!
ERNESTO

P.S.
Dexter ovviamente è quello del laboratorio, non il killer della serie TV.

Christian ha detto...

Già, non ci avevo pensato, in effetti il laboratorio dove Tony Stark fa i suoi esperimenti non ha molto da invidiare a quello di Dexter! ^^
E il personaggio di Justin Hammer, rivale di Tony, può ricordare Mandark, il "nemico" del bambino inventore.

Spinoza ha detto...

Visto anche io ieri.
Sinceramente non sono un fan dei fumetti, quindi non sono in grado di giudicare la coerenza con l'universo Marvel, ma il film in sé mi ha convinto a metà. Mi è piaciuta molto la prima parte, la scena ambientata a Montecarlo è davvero efficace. La sequenza finale sinceramente invece mi ha deluso, il solito eroe che fa fuori milioni di nemici. I salti logici sono troppi (per quale motivo il padre nel filmato non ha detto chiaramente a Tony cosa doveva fare per sintetizzare il nuovo elemento, invece di girarci intorno? Come diavolo ha fatto il russo all'inizio del film a creare la sua armatura?) come se avessero dovuto comprimere decine di ore in due sole.

Christian ha detto...

Certo, incongruenze e illogicità non mancano... A quelle che citi tu aggiungo: come fa Rhodes a indossare un'armatura e volare via con essa, visto che erano progettate per funzionare con la fonte di energia che Tony Stark ha nel petto? Come faceva il padre di Tony a sapere che anni dopo lui avrebbe avuto bisogno di quel nuovo elemento? Per non parlare di scene assurde come quella in cui l'autista che imbocca la pista contromano e riesce a schivare le auto da corsa che vengono contro di lui... Sembra proprio che lo sceneggiatore non si sia nemmeno posto questi problemi, l'unica cosa che conta è intrattenere il pubblico con botti e combattimenti. Almeno, rispetto a robaccia tipo "Transformers", qui ci sono degli attori bravi e qualche spunto interessante, anche se solo abbozzato.

Christian ha detto...

Una cosa che ho dimenticato di scrivere nella recensione: nella scena di Montecarlo mi ha fatto piacere vedere l'armatura di Iron Man rossa e argento (che anche nei fumetti era la mia preferita, molto più di quella rossa e oro): peccato che nel primo film si spiegasse che l'oro era fondamentale per il rivestimento dell'armatura, mentre stavolta non viene data nessuna spiegazione al fatto che la corazza non sia dorata (e questo vale anche per quella di Rhodes). Anche da questo si nota lo scarso interesse di Theroux a fornire spiegazioni tecniche: punta molto sulla forma e poco su quello che sta dietro.

Fabrizio ha detto...

Solo botti ed esplosioni. la materia c'era, però chi di dovere a preferito sorvolare. Non ci sono solo incongruenze ma anche tanti errori banali: pettinature che cambiano repentinamente; posizione degli arti che cambiano nel campo/controcampo; GP che evidentemente tra un botto e una corsa in auto ha il tempo di togliersi lo smalto dalle unghie ecc...

Anonimo ha detto...

Pur non essendo un'appassionata del fumetto e del personaggio, devo dire che ho trovato il film abbastanza godibile e divertente. Nulla di più ovviamente, ci mancherebbe. Comunque è vero, il primo è stato molto più scoppiettante.

Ale55andra

Christian ha detto...

Fabrizio: I bloopers ci sono forse in ogni film, ma non credo che sia da quelli che si debba giudicare una pellicola... Hai ragione nel dire che "Iron Man 2" non offre molto più di battaglie e scene d'azione, ma in certi casi ci si può anche accontentare. Io già sono soddisfatto di non aver visto stravolgere il personaggio (come invece era avvenuto in altre pellicole Marvel ben più brutte, tipo "Daredevil" o "I fantastici quattro").

Ale: Sono d'accordo! ^^ Speriamo in un terzo capitolo con un po' più di verve.