20 aprile 2010

Gattaca (Andrew Niccol, 1997)

Gattaca - La porta dell'universo (Gattaca)
di Andrew Niccol – USA 1997
con Ethan Hawke, Jude Law, Uma Thurman
***1/2

Rivisto in DVD, con Ginevra, Ilaria e Giuseppe.

In un futuro "non troppo distante", dove l'eugenetica è diventata pratica comune e la maggior parte degli esseri umani nasce in provetta previa selezione artificiale delle migliori caratteristiche genetiche, i pochi individui concepiti ancora col vecchio metodo sono oggetto di discriminazioni di vario tipo. Solo i cosiddetti "validi", quelli con un corredo genetico perfetto, possono infatti accedere agli incarichi e alle mansioni più importanti, mentre agli altri sono riservati compiti umili e manuali. Per farsi assumere al centro aerospaziale Gattaca e coronare il suo sogno di diventare astronauta, dimostrando che la forza di volontà è superiore a ogni tipo di "predestinazione", il giovane Vincent (Ethan Hawke) deve dunque assumere l'identità di un membro dell'élite, il nuotatore Jerome (Jude Law), che all'insaputa di tutti è rimasto paralizzato e ha deciso di aiutarlo "prestandogli" campioni del proprio DNA (ciglia, pelle, sangue, urina) per ingannare sensori e controlli. Ma quando sembra ormai che Vincent sia riuscito nel suo intento, a una sola settimana dal suo lancio verso Titano, l'improvviso omicidio del direttore del centro spaziale fa scattare le minuziose indagini della polizia, con il rischio che la sua frode venga scoperta. E di lui comincia a sospettare anche la bella collega Irene (Uma Thurman), di cui nel frattempo si è innamorato. Costruito come un thriller ad altissima tensione, l'avvincente film di Niccol (sceneggiatore di "Truman Show" e alla sua prima regia: in seguito ha diretto altre pellicole più o meno interessanti, come "S1m0ne" e "Lord of war") è un classico esempio di fantascienza a sfondo distopico che non punta sull'azione o sugli effetti speciali ma sulla descrizione di una società futura in cui vengono estremizzati aspetti o tendenze dei giorni nostri. La convincente prova degli attori (oltre ai protagonisti, in ruoli minori ci sono anche Ernest Borgnine, Gore Vidal, Loren Dean e Alan Arkin), le scenografie fredde e asettiche che ricordano l'architettura futurista o sovietica degli anni sessanta (c'è chi ci ha visto richiami ad "Agente Lemmy Caution: missione Alphaville" di Godard, anche per l'utilizzo di abiti, acconciature e automobili retrò, quasi da film noir), la sceneggiatura calibratissima dello stesso Niccol e la musica di Michael Nyman contribuiscono a renderlo uno dei migliori lungometraggi di science fiction degli ultimi anni. Il titolo del film è composto dalle sole lettere G, A, T e C, ovvero le iniziali delle quattro basi azotate (guanina, adenina, timina e citosina) che compongono il DNA umano.

10 commenti:

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

un capolavoro
splendide le musiche e l'atmosfera che riesce a creare. niente male anche la riflessione su una società che ci vuole sempre più perfetti e senza difetti.
e poi c'è pure la dea uma!

Christian ha detto...

Uma qui è decisamente algida e, come sempre, bellissima. Il messaggio del film è proprio che, per quanto uno possa essere "programmato" dalla nascita a non avere difetti, poi il suo destino non è affatto scritto. Lo dimostra il fatto che Vincent batta il fratello Anton nelle sfide di nuoto, che Jerome arrivi soltanto secondo alle olimpiadi, e così via. Questo senza dimenticare che, tutto sommato, è pure giusto che per certi lavori (come l'astronauta!) si debbano avere caratteristiche fisiche e psicologiche sopra la media: insomma, anche nella realtà i cardiopatici non vengono mandati nello spazio!

Giuliano ha detto...

Un altro film molto bello, che purtroppo non ho più visto da quando è uscito...Dovrò rimediare!

Marisa ha detto...

Si è rivelato un film al di sopra delle mia aspettative, perchè come sai, diffido sempre dei film affidati a eccessivi voli ad effetto su possibli, ma spesso proiettivi scenari catastrofici sul futuro.
Qui l'elemento umano rimane dolorosamente al centro e l'invito alla riflessione sulla grande illusione di assicurare ai figli le migliori prospettive e strumenti per essere "vincenti" è affidato alla realtà della Vita, che ,per fortuna, spiazza sempre.
Il terzetto poi degli attori protagonisti è perfetto!

Christian ha detto...

In realtà la migliore fantascienza, almeno per me, è proprio quella che offre riflessioni speculative sulle prospettive future della scienza e dell'umanità (senza limitarsi a scene d'azione ed effetti speciali ambientati in scenari fantastici: ogni riferimento ad "Avatar" è voluto). Poi è ovvio che, se si tratta di prodotti intelligenti, l'elemento umano - come lo chiami tu - deve essere sempre al centro di tutto: ma questo vale per tutti i generi, dalla commedia romantica al western, e non solo per la SF.

Ismaele ha detto...

l'ho visto da qualche anno, ma lo ricordo come un film grandissimo, sono in compagnia:)

Christian ha detto...

È davvero un film molto bello, ingiustamente poco noto o sottovalutato, un degno erede dei film di fantascienza "sociologici" degli anni settanta.

Franci ha detto...

personal cult!

Franci ha detto...

Niccol ci riprova ora con "In time"... sono curioso di sapere cosa ne pensi...

Christian ha detto...

Ciao! “In time” non l’ho ancora visto ma conto di recuperarlo al più presto, anche se le critiche che ho letto sono tutte piuttosto negative… Di Niccol come regista avevo visto anche “S1m0ne” e “Lord of War”, che pur con alcuni difetti non mi sono dispiaciuti. In fondo è un regista per cui ho simpatia, uno dei pochi (insieme a Duncan Jones, per esempio) che cerca di fare un cinema di fantascienza basato sulle idee e non solo sull’azione e gli effetti speciali. A questo proposito, aspetto con una certa curiosità l’imminente “Upside Down” di Juan Diego Solanas.