2 aprile 2010

Fear and desire (S. Kubrick, 1953)

Paura e desiderio (Fear and desire)
di Stanley Kubrick – USA 1953
con Frank Silvera, Paul Mazursky
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Visto in DVD, in originale con sottotitoli.

Quattro soldati, non appartenenti a un esercito in particolare ma impegnati a combattere una guerra indefinita che rappresenta ogni conflitto mai esistito ("siamo al di fuori della Storia, solo le immutabili forme della paura, del dubbio e della morte provengono dal nostro mondo", dice il narratore), si ritrovano intrappolati in territorio ostile, dietro le linee nemiche, dopo che il loro aereo è stato abbattuto. Dapprima incontrano nella foresta una ragazza, che catturano e legano a un albero; ma il più giovane del gruppo, incaricato di sorvegliarla, impazzirà, la farà fuggire e sarà costretto a spararle. Poi, scoperta la residenza di un generale nemico, improvviseranno un'azione per ucciderlo pur di dare un senso alla propria missione. Infine, grazie a una zattera, riusciranno a tornare – chi sano e salvo, chi no – alla propria base. Pellicola bellica di genere "metafisico", condita da riflessioni e pensieri che rimbombano sullo schermo, una preponderanza di primi o di primissimi piani, e scelte stilistiche evocative e oniriche (il generale nemico e il suo aiutante, per esempio, hanno gli stessi volti dei due soldati che li uccidono), il primo lungometraggio di Kubrick – realizzato dopo un paio di cortometraggi – è rimasto a lungo "invisibile" perché lo stesso regista ne ha impedito la circolazione, ritirandolo dal mercato e distruggendone tutte le copie (ne sono sopravvissute soltanto alcune cadute in mano a collezionisti privati, da una delle quali proviene probabilmente la versione – non proprio ottima per audio e video, a dire il vero – contenuta in questo DVD). Kubrick odiava questa pellicola "per le pretenziosità, le carenze drammatiche, l'approssimazione tecnica e la falsa poeticità dei dialoghi" (cito dal Castorino di Ghezzi). Finanziato da parenti e amici, il film può sembrare in qualche passaggio un antesignano de "La sottile linea rossa". Le ambizioni sono alte (non è certo puro cinema di genere: si scandaglia l'animo umano, si parla per simboli e metafore, si anticipano addirittura Bergman e Tarkovskij) ma il risultato, per quanto a tratti suggestivo (le imperfezioni del video donano un particolare fascino alla fotografia in bianco e nero), è ancora confuso e immaturo.

5 commenti:

Giuliano ha detto...

Ho voluto rispettare la volontà di Kubrick e non l'ho mai visto...però la curiosità è tanta!
Prima o poi me lo guardo anch'io.

Lakehurst ha detto...

l'ho visto qualche tempo fa... ok, non è per nulla riuscito e capisco perchè non lo volesse rendere pubblico, ma la scena dell'irruzione è magnifica, ha un montaggio serrato che fa impressione

Christian ha detto...

Giuliano: Come si può resistere alla curiosità di vedere un film girato da Kubrick? E poi qualcosa di buono lo si trova sempre... Bisogna vincere la "paura" e soddisfare il "desiderio"! ^^

Lakehurst: Io ho trovato interessante anche il forte utilizzo dei primissimi piani, che mi sembra anticipare certe cose di Bergman. Inoltre, qua e là alcuni passaggi della sceneggiatura non sono poi così banali. Ne ho trascritto uno nei commenti a "L'isola" di Kim Ki-duk, in questo stesso blog.

MonsierVerdoux ha detto...

cercherò di reperirlo, non conoscevo nemmeno l'esistenza di questa opera prima di stanley kubrick...

Christian ha detto...

È uscito di recente in DVD con i sottotitoli italiani, anche se non credo proprio che sia un'edizione "ufficiale"... ;-)