30 gennaio 2010

Repulsion (Roman Polanski, 1965)

Repulsion (id.)
di Roman Polanski – GB 1965
con Catherine Deneuve, Ian Hendry
***1/2

Rivisto in DVD.

Il secondo lungometraggio di Polanski dopo "Il coltello nell'acqua", nonché il primo realizzato all'estero, è l'allucinante cronaca della discesa di una ragazza verso la follia, un piccolo gioiello di angoscia e analisi psicopatologica. Carol, una giovane introversa e sessuofoba, lavora come manicure in un salone di bellezza e vive a Londra in un piccolo appartamento insieme alla sorella maggiore, alla quale è morbosamente legata. Quando quest'ultima parte per una breve vacanza insieme al suo amante, la ragazza rimane da sola in casa e si ritrae sempre più dal mondo, smettendo di lavorare e rinchiudendosi fra le quattro mura insieme ai propri incubi e alle proprie allucinazioni. Il film, girato in uno splendido e angosciante bianco e nero, con un'attenzione tra il surreale e l'iperreale ai dettagli visivi e agli effetti sonori (mentre i dialoghi sono ridotti all'osso), è un crescendo di delirio e di claustrofobia, sorretto dalla magistrale interpretazione della Deneuve che dà vita a un personaggio sperduto dentro sé stesso, spaesato, catatonico, sempre sovrappensiero. Tutto, naturalmente, ruota intorno al rapporto con il sesso, che Carol sembra rifuggire in ogni modo: dapprima osteggiando la presenza dell'amante della sorella in casa, poi scoraggiando in continuazione un suo giovane pretendente, e in seguito materializzando le proprie paure attraverso incubi (in cui viene violentata) e allucinazioni che diventano evidenti simboli e metafore (le crepe che si aprono nei muri, le mani che fuoriescono dalle pareti). L'atmosfera si fa via via più malsana (il coniglio che si decompone, le uccisioni), di pari passo con il disordine che invade la casa e la mente della protagonista. Come ad anticipare "Shining", il film su chiude sull'inquadratura ravvicinata di una fotografia che mostra come la follia fosse già presente negli occhi di Carol sin da piccola (e l'immagine dell'iride che chiude la pellicola rispecchia quella che l'aveva invece aperta, quando la scritta "Regia di Roman Polanski" aveva tagliato la pupilla orizzontalmente come nel "Cane andaluso" di Luis Buñuel).

10 commenti:

Giuliano ha detto...

Polanski è uno dei grandi, a tratti grandissimo - non sempre, ogni tanto fa anche lui dei film "alimentari", ma sempre una spanna sopra alla media.

Lakehurst ha detto...

questo lo considero il suo film migliore. c'è decisamente tutto; e poi Polanski da il meglio nei drammi ambientati in 3 stanze e un bagno.

Christian ha detto...

Senza dubbio è uno dei migliori (ma tutti i suoi primi film sono bellissimi, da "Il coltello nell'acqua" a "Cul de sac"), anche se forse personalmente preferisco "L'inquilino del terzo piano".

Giuliano ha detto...

Pensa che "L'inquilino" l'ho visto addirittura al cinema quando è uscito...c'è la Adjani molto giovane e bellissima, e il soggetto di Roland Topor, davvero strano.
Devo dire che tutti i film di Polanski sono da vedere, e sono affezionato un po' a tutti, penso a "Chinatown", magistrale, anche come attore.
Un grande rimpianto per "Pirati", che aveva tutto per essere un capolavoro...

Monsier Verdoux ha detto...

film abbastanza disturbante e allucinante, in pieno stile polanski...peccato solo che in alcuni momenti diventi un pò troppo lento, comunque un film eccezionale

Christian ha detto...

Giuliano: Topor? Non lo sapevo/ricordavo! Prima o poi mi rivedrò anche quello...
Pensa che invece il primo film di Polanski che ho visto io al cinema è stato proprio "Pirati". Che in effetti fu un po' una mezza delusione.

Monsier Verdoux: Credo che la lentezza in un film come questo sia quasi inevitabile, a me personalmente non ha dato fastidio. Comunque mi ricordo che la prima volta che l'avevo visto, senza conoscere gli sviluppi della trama, anch'io ero continuamente in attesa che "accadesse qualcosa". Rivedendolo sapendo già a cosa andavo incontro, invece, mi è piaciuto di più. È proprio vero che tutti i film vanno visti e rivisti più volte!

Jack Skellington ha detto...

Indubbiamente un gran film pieno di cose notevoli, come l'uso inquietante del sonoro e l'attenzione minuta per i dettagli: però un po' troppo lento e forse non eccessivamente coinvolgente. Del Polanski "da camera" continuo a preferire Rosemary e L'inquilino.

Christian ha detto...

Forse non ti ha coinvolto troppo perché (a differenza de "L'inquilino", per esempio) non è facile immedesimarsi nella protagonista. Comunque resta un film notevole, ancora molto bello a distanza di 45 anni!

Angelo Canuto ha detto...

Il miglior film di polanski senza dubbio.La lentezza di questo film,immerge lo spettatore in un tema molto pesante e reale.Chaterine Denevue sempre piu' fantastica.

Christian ha detto...

La Deneuve è davvero magnifica in questo film, e pensare che aveva solo 21 anni!