8 gennaio 2010

Essi vivono (John Carpenter, 1988)

Essi vivono (They live)
di John Carpenter – USA 1988
con Roddy Piper, Keith David
***1/2

Rivisto in DVD, con Giovanni e Ilaria.

Attraverso un paio di "speciali" occhiali da sole, un operaio in cerca di lavoro – trasformato in senzatetto dalla crisi economica – scopre la vera realtà del mondo in cui vive: la Terra è stata invasa e colonizzata da una razza di alieni che si mimetizzano fra gli esseri umani; gli extraterrestri si sono infiltrati fra le élite, occupano tutti i posti di comando nella società e sottomettono il resto della popolazione tenendola a bada con messaggi subliminali nei mass media che invitano al conformismo e al consumismo ("Obbedite", "Consumate", "Non mettete in dubbio l'autorità", "Sposatevi e riproducetevi", "Guardate la TV", "Non pensate", per non parlare della scritta "Questo è il tuo dio" sulle banconote). Con questa insolita pellicola che fonde scenari fantastici e socio-politici, Carpenter ribalta le convenzioni della fantascienza degli anni '50 (della quale riprende alcuni stilemi grafici, come i piccoli dischi volanti da B-movie che si aggirano nei cieli), quando film come "L'invasione degli ultracorpi" suggerivano semmai un parallelo fra gli extraterrestri e la minaccia comunista. In epoca reaganiana, stretta fra la disoccupazione e l'omologazione culturale dettata dalla tv (ogni volta che nel film si intravede uno schermo, trasmette inevitabilmente programmi spazzatura), a minacciare l'umanità sono invece i "poteri forti", i leader economici e capitalisti che con le loro azioni puntano ad anestetizzare le masse e a garantirsi una forza lavoro sempre disponibile e da sfruttare. E la salvezza non può che provenire dalla rivolta delle classi sociali più basse. Anticipatore per certi versi di "Matrix" (molti elementi sono simili: la scoperta che la realtà in cui viviamo è un inganno e che l'umanità è schiava di qualcun altro, la necessità di un "eletto" che guidi i ribelli alla vittoria – all'inizio il predicatore cieco invoca l'arrivo di un uomo d'azione – e naturalmente gli occhiali neri ^^), il film ebbe poco successo e passò generalmente inosservato, forse proprio per la sua radicale presa di posizione anticapitalista e antisistema: eppure è una delle poche pellicole a rendere materialmente credibile e tangibile – nonostante l'approccio fantastico – un tema "popolare" come quello della cospirazione e del complotto dietro cui si reggerebbero l'economia e il "nuovo ordine mondiale". Il protagonista Roddy Piper è un wrestler canadese, occasionalmente prestato al cinema: questo spiega la lunga scena della scazzottata nel vicolo che, senza conoscere il background dell'interprete, potrebbe sembrare troppo prolungata (Carpenter dichiarò di essersi ispirato alla lotta fra John Wayne e Victor McLaglen ne "Un uomo tranquillo"). Curiosamente il personaggio principale del film non si presenta né viene mai chiamato per nome in tutta la pellicola: i titoli di coda gli attribuiscono l'appellativo di "Nada", che era il nome del protagonista del breve racconto di Ray Nelson al quale Carpenter si è ispirato per la sceneggiatura.

10 commenti:

iosif ha detto...

roddy piper...lo conobbi prima come wrestler e poi lo vidi in un film di carpenter. bei tempi.
bel film, molto più utile e concreto di matrix, per me.

Spinoza ha detto...

Grandissimo sottovalutato film. Peccato per il finale positivo e piuttosto sbrigativo.

Christian ha detto...

Iosif: anche io lo preferisco a "Matrix"! ^^

Spinoza: sicuramente sottovalutato. A me il finale non dispiace, l'ho trovato sardonico quasi come quello di "Fuga da New York" (per esempio la scena della tizia che sta facendo sesso con l'alieno e di colpo lo vede con le sue vere sembianze).

Spinoza ha detto...

Vero, la scenetta finale è simpatica, ma penso che l'intero discorso che un uomo solo, compiendo un gesto peraltro banale (distruggere un'antenna), possa metter fine alla dominazione capitalistico-aliena, mi sembra sbrigativa... sicuramente ha significati allegorici (distruggere l'antenna è distruggere la tv, che ci rende zombie e asserviti al capitalismo), ma continuo a pensare che ci voglia ben di più...

marco c. ha detto...

ricordo un albo di dylan dog tratto da questo film. in questo numero "gli altri" erano pipistrelli alieni. si potevano vedere non attraverso degli occhiali ma solo grazie a un potente tipo di droga che alla lunga ti rendeva come loro.

Christian ha detto...

È vero, non ricordavo... il numero 62, di Sclavi e Ambrosini. L'ho appena tirato fuori e riletto: molto bello, decisamente superiore agli albi attuali.

Monsier Verdoux ha detto...

un film straordinario, tra i migliori e più politici di carpenter..pochi soldi, attori pessimi, ma una storia geniale e divertente.

Gegio ha detto...

La foto tratta dal film e la tua recensione ne affrettano la visione...Un cultore di Matrix come me non può che incuriosirsi.

Christian ha detto...

Monsier Verdoux: L'hai detto! ^^
Gegio: Guardalo, ti sorprenderà.

Roberto Fusco Junior ha detto...

Uno dei tanti piccoli e sottovalutati capolavori di John Carpenter.