27 dicembre 2009

JCVD (Mabrouk El Mechri, 2008)

JCVD - Nessuna giustizia (JCVD)
di Mabrouk El Mechri – Belgio/Francia 2008
con Jean-Claude Van Damme, François Damiens
**

Visto in DVD, con Albertino e Ghirmawi.

Depresso perché Steven Seagal gli soffia le parti migliori nei film di serie B e sotto stress perché impegnato in una difficile causa in tribunale con l'ex moglie a proposito dell'affidamento della figlia, Jean-Claude Van Damme rimane coinvolto in una rapina in un ufficio postale, dove viene preso come ostaggio. All'esterno però la polizia, viste le sue difficoltà economiche, è convinta che sia proprio lui ad aver organizzato il colpo... L'attore belga interpreta sé stesso, star in declino di pellicole d'azione a basso budget, in questo strano film semi-autobiografico che nelle intenzioni degli sceneggiatori originali avrebbe dovuto essere una commedia auto-ironica (forse non dissimile per certi versi dal "Last action hero" con Arnold Schwarzenegger), quasi una satira sull'impotenza dell'eroe d'azione in una situazione di vita reale, e che invece il regista franco-algerino El Mechri (con velleità autoriali, ispirato anche dal cinema di Spike Jonze e Charlie Kaufman) ha trasformato in un cervellotico miscuglio fra l'autoanalisi, il metacinema (si disquisisce per esempio di John Woo, la cui carriera hollywoodiana è cominciata dirigendo proprio il buon Jean-Claude in "Senza tregua") e un tradizionale heist movie, complicando il tutto – già che c'era – con una scansione cronologica non lineare e con bizzarri inserti postmoderni (frasi e citazioni da Shakespeare; un lungo monologo, avulso da tutto il resto, in cui Van Damme si confessa a cuore aperto davanti allo schermo; echi di Godard e di Tarantino; riflessioni più o meno filosofiche sulla popolarità e la caducità del successo; ripetizioni delle medesime sequenze da diversi punti di vista; persino alcuni passaggi metafisici). Ma il risultato è inferiore alla somma delle parti, anche perché purtroppo Van Damme non sa recitare (tranne che con i calci): il paragone con "The wrestler", che qualcuno ha azzardato, non sta in piedi. Insopportabile la fotografia, esageratamente desaturata. Nella realtà l'attore non ha una figlia, ma solo un figlio maschio.

5 commenti:

marco c. ha detto...

almeno tira su un po' di soldi

Gegio ha detto...

Esperimento curioso, forse è per questo che lo guarderò. Il primo film con Van Damme, preciso...

Christian ha detto...

Sì, è un film curioso.
Del Van Damme più "classico" a me non sono dispiaciuti "Senza tregua" (quello appunto diretto da John Woo) e "La prova" (con la regia dello stesso Van Damme).

Anonimo ha detto...

Io lo vidi a Roma l'anno scorso e devo dirti, che pur non trovandolo un film memorabile, l'ho apprezzato parecchio proprio per gli elementi che tu elenchi come "difetti". E secondo me in questo film Van Damme recita anche bene, nonostante solitamente questa non sia la sua qualità primaria.

Ale55andra

Christian ha detto...

Non saprei, sicuramente il film è ambizioso e ha molti aspetti interessanti, ma come ho scritto il risultato finale mi è parso inferiore alla somma delle parti. Sinceramente, visto il protagonista, avrei preferito un tono più leggero. O comunque una confezione (leggi: fotografia) meno pretenziosa...