24 dicembre 2009

A Christmas Carol (R. Zemeckis, 2009)

A Christmas Carol (id.)
di Robert Zemeckis – USA 2009
animazione al computer
**

Visto al cinema Colosseo (in 3D), con Hiromi.

Dal celeberrimo racconto natalizio a sfondo morale di Charles Dickens, già adattato in passato numerose volte al cinema (nonché fonte di ispirazione per il personaggio disneyano di Zio Paperone, creato da Carl Barks e chiamato in originale appunto Scrooge, come il protagonista del racconto dickensiano: non a caso proprio il vecchio papero è la star dell'adattamento a cartoni animati del 1983), Zemeckis realizza il suo terzo film consecutivo in performance capture e in 3D dopo "Polar Express" e "Beowulf". Visti i flop precedenti, stavolta ha forse voluto andare sul sicuro scegliendo una fonte letteraria "classica" e tradizionale che in qualche modo facesse da contraltare alle innovazioni e alle sperimentazioni tecniche. La tecnologia a disposizione degli animatori si fa infatti sempre più raffinata, e i risultati si vedono, ma continuo ad avere dubbi sul character design (c'è da dire che stavolta alcuni personaggi – fra cui il protagonista – hanno comunque fattezze un po' caricaturali; altri invece sono invece più realistici e infatti non convogliano la minima emozione). L'adattamento è piuttosto fedele al racconto originale, e la sceneggiatura non ne attenua i passaggi più cupi o macabri, anche se sono state aggiunte diverse sequenze d'azione (a base di corse, inseguimenti, capitomboli) che c'entrano un po' come i cavoli a merenda: ma evidentemente sono state ritenute necessarie per intrattenere un pubblico che da un film d'animazione si attende anche e soprattutto queste cose. Jim Carrey ha "recitato" e dato la voce (nella versione originale) a tutti i personaggi principali: l'avarissimo Ebenezer Scrooge (da bambino, da giovane e da anziano) e i tre spiriti che gli fanno visita, rispettivamente il fantasma dei natali passati, quello dei natali presenti e quello dei natali futuri (caratterizzati in maniera molto diversa fra loro: una fiammella leggera il primo; una creatura gaudente ma ambigua il secondo; un'ombra oscura, muta e angosciante il terzo). Il resto del "cast virtuale" comprende Gary Oldman (anch'egli con ruoli multipli: il suo socio defunto di Scrooge, Marley; l'impiegato Bob Cratchit; e il figlioletto di quest'ultimo, Tim), Colin Firth, Robin Wright Penn e Bob Hoskins. Rimane ancora il dubbio che il film sia uno sfoggio di tecnica e di effetti tridimensionali fini a sé stessi; per fortuna c'è la storia di Dickens a fornire "l'anima" e, in certi passaggi, un minimo di sense of wonder, anche se con le ali un po' tarpate per alcune discutibili scelte di regia: quando il secondo spirito fa sorvolare i tetti di Londra a Scrooge, per esempio, noi spettatori non riusciamo a provare le stesse emozioni del personaggio perché lo stesso viaggio a volo d'uccello sulle case lo avevamo già sperimentato, fuori dal contesto narrativo, durante i titoli di testa.

5 commenti:

Monsier Verdoux ha detto...

come ho scritto da me, l'ho trovato un film godibile, di cui ho apprezzato l'impostazione adulta e matura, poco "da bambini".

In ogni caso, auguri di buone feste!

Dan ha detto...

Ennesimo filmaccio; come trivializzare un capolavoro. Ma ormai sono bravissimi in questo laggiù.

Christian ha detto...

In effetti da un lato è apprezzabile il non aver edulcorato il testo di Dickens (con tutti i suoi aspetti più macabri o tristi), ma dall'altro non si può negare che il film sia emotivamente un po' piatto e sembri puntare solo sugli effetti visivi. Io comunque mi aspettavo anche di peggio, e dunque mi sono accontentato. Certo che le corse e gli inseguimenti per le strade di Londra che si vedono nella seconda parte sembrano davvero fuori luogo.

Buon Natale a tutti, comunque! ^^

AlDirektor ha detto...

Auguri di Buon natale!

AmosGitai ha detto...

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