25 maggio 2009

La moglie del soldato (N. Jordan, 1992)

La moglie del soldato (The crying game)
di Neil Jordan – GB 1992
con Stephen Rea, Jaye Davidson
***1/2

Rivisto in DVD, con Marisa e altra gente.

Jody (Forest Whitaker), un soldato di colore stanziato in Irlanda del Nord, viene sequestrato da un gruppo di terroristi dell'IRA che intendono usarlo come pedina di scambio per chiedere agli inglesi la liberazione di uno dei loro capi. Durante la prigionia Jody stringe amicizia con Fergus, uno dei suoi carcerieri, al quale chiede di recarsi a trovare la sua donna, Dil, dopo che lui sarà stato ucciso. Quando Fergus cerca di tranquillizzarlo ("Non è detto che ti uccideremo"), Jody commenta amaramente: "Non ne potrete fare a meno: è nella vostra natura". E proprio i temi dell'identità e della natura delle persone, esemplificati dalla celebre favola morale dello scorpione e della rana, sono al centro di questo magnifico film, senza dubbio il capolavoro di Neil Jordan, capace di sorprendere, di avvincere e di far riflettere: l'identità di chiunque è infatti complessa e sfaccettata, e per arrivare a comprendere la propria natura è necessario un lungo cammino, una sorta di evoluzione (si pensi alla frase di San Paolo citata da Fergus: "Quando ero bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato grande, non ho più ragionato da bambino..."). Ma se è difficile accettare sé stessi, capire gli altri è ancora più ostico a causa di condizionamenti sociali, ideologici, politici o sessuali: e alla fine di una persona si finiscono col vedere soltanto quegli aspetti che meglio si adattano ai pregiudizi che abbiamo già in partenza. L'osservazione superficiale e schematica porta così a dividere l'umanità, a seconda dei punti di vista, in buoni e cattivi, normali e anormali, perbene e criminali, occupanti e resistenti, tutori dell'ordine e terroristi, vittime e sfruttatori, amanti e amici, uomini e donne, perdendo di vista le sfumature. Eppure Jung affermava che in ogni uomo è presente una parte femminile, e in ogni donna una parte maschile; e lo stesso concetto si ritrova nel simbolo dello yin e dello yang.

Spesso la ricerca della propria identità porta a una strada senza uscita (Jude, interpretata da Miranda Richardson, è ormai così calata nel ruolo di guerrigliera da usare la propria femminilità soltanto al servizio della causa; nonostante sfrutti le proprie forme per attirare Jody in trappola, non si vede più come una donna: "ho cambiato look perché volevo un aspetto più duro"). D'altra parte, le semplici apparenze ingannano: un terrorista omofobico (la scena in cui Fergus deve aiutare Jody a espletare le sue funzioni corporali è fondamentale e anticipatrice!) può rivelarsi un individuo sensibile e aperto, così come una persona fragile, in cerca di identità e di amore ("Uno è appena un po' gentile con me, e sono tutta sua" dice Dil), può esprimere sicurezza e spavalderia dietro vesti particolari e risultare invece invece spersa e spaesata dopo un semplice taglio di capelli e un cambio d'abiti.
Naturalmente il lungometraggio è diventato celebre per l'inaspettato colpo di scena a metà pellicola, al punto da essere ormai un titolo regolarmente citato (al fianco de "I soliti sospetti", "Il sesto senso" e "Fight club") quando si parla di pellicole caratterizzate da un plot twist folgorante. Ma sebbene la sceneggiatura (premiata con l'Oscar) sia costruita in modo tale da arrivare a stupire lo spettatore in quel particolare momento, il film mantiene la propria forza e validità anche se lo si guarda conoscendo già il "segreto" di Dil (che da allora, peraltro, è stato rivelato e spoilerato in numerosi altri film, serie televisive e fumetti).
Il titolo originale della pellicola è quello della canzone che si sente nel film in tre versioni diverse: in quella cantata nel locale da Dil (in realtà da Kate Robbins), in quella originale di Dave Berry su una vecchia musicassetta, e in quella di Boy George nei titoli di coda. Ma la bella colonna sonora comprende anche pezzi come "When a man loves a woman" e "Stand by your man".

7 commenti:

gegio ha detto...

Mai visto, cercherò di farlo appena possibile.

OT: Dato l'interesse che hai dimostrato per il Torneo dei film ti annuncio che se ne fa un altro, ma con i film candidati agli Oscar. Si è votato così... http://iltorneodeglioscar.blogspot.com/ Al seguente link c'è un questionario sulle modalità di svolgimento, e apprezzerei molto qualche tua idea: http://spreadsheets.google.com/viewform?hl=it&formkey=cDhtazMwUm1KaUEwY1JOcW1ydVVhWWc6MA..

Christian ha detto...

È un gran film, vedilo appena puoi!

AlDirektor ha detto...

Personalmente credo che Neil Jordan sia un ottimo ed interessante regista. Non ho visto molto di suo (e mi manca questo "La moglie del soldato" che è fra i suoi film più celebri), ma di recente ho visionato "In Dreams" sicuramente uno dei suoi film più inquietanti.

Christian ha detto...

Lo cercherò. A me di suo è piaciuto molto anche "In compagnia dei lupi".

gegio ha detto...

Ho registrato In compagnia dei lupi qualche tempo fa, ma prima di vederlo passerà qualche mese, ho un'altro blog da aprire sui telefilm, ai quali dedicherò tutta l'estate.
Un saluto.

Anonimo ha detto...

l'ho appena rivisto...che dire, anche a distanza di anni e anche conoscendo già la trama, resta sempre un piacevolissimo film.
personalmente l'unico che ho apprezzato di Jordan.
..e comunque la canzone compare 4 volte...anche quando Fergus di ritrova sotto la casa di Dil...

Nicolai Hel

Christian ha detto...

Nicolai Hel: ma non era sempre la versione di Dave Berry?
Riguardo al film sono d'accordo: come ho scritto, continua a piacere anche se lo si rivede conoscendo già i colpi di scena... Ciao!