20 gennaio 2009

La principessa delle ostriche (E. Lubitsch, 1919)

La principessa delle ostriche (Die Austernprinzessin)
di Ernst Lubitsch – Germania 1919
con Ossi Oswalda, Victor Jansen
***1/2

Visto in DVD, con Marisa, Monica e Roberto.

Dopo aver letto sul giornale che la figlia del re del lucido da scarpe ha sposato un conte, anche la capricciosa rampolla di Mister Quaker, ricchissimo magnate americano soprannominato "il re delle ostriche", esige che il padre le procuri un marito di tutto rispetto. E poiché "è ben noto che il lucido da scarpe vale meno delle ostriche", la giovane Ossi non intende accontentarsi di meno che di un principe. Il prescelto, lo spiantato nobile europeo Nucki, preferisce mandare però in avascoperta il suo amico e segretario Josef, che naturalmente viene scambiato per il suo padrone e si gode il lauto banchetto di nozze. Già stufa del suo sposo dopo poche ore di matrimonio, la mattina dopo la bizzosa Ossi si invaghisce del vero Nucki che, ubriaco, è stato portato al circolo delle figlie dei miliardari contro l'alcolismo. Per fortuna i due giovani scopriranno di essere già sposati, visto che Josef aveva contratto il matrimonio usando il nome del padrone. Mediometraggio assurdo e "indiavolato", nello stile di un'operetta, che prende di mira i comportamenti eccentrici ed eccessivi dei ricchi americani, aiutato dalle maestose scenografie e da scene di massa con un numero incredibile di comparse. Come sottolinea Vieri Razzini nel suo commento (presente sul dvd), l'America viene ritratta come il regno dell'abbondanza e del superfluo, dove tutto è in numero straripante e ogni capriccio va esaudito. Il palazzo del re delle ostriche è un vero e proprio labirinto, dove bisogna addentrarsi con tanto di mappa. Durante il pranzo di nozze, camerieri e servi sembrano moltiplicarsi. Josef, lasciato attendere nella sala d'aspetto, non può far altro che seguire con i propri passi i disegni geometrici sul pavimento. Le geometrie ritornano anche all'esterno, come nella bella scena in cui Nucki "deposita" i suoi compagni di bevute sulle panchine del parco. Divertente e satirica anche la sequenza in cui le figlie dei miliardari si giocano, in un incontro collettivo di pugilato, il diritto di occuparsi dell'alcolizzato più bello, ovvero del principe Nucki. Mister Quaker, che – forte della propria ricchezza – per l'intera pellicola resta impassibile di fronte ai capricci della figlia o agli avvenimenti a essi legati, nel finale mostra finalmente la propria soddisfazione di fronte all'amore di Ossi per il principe: segno che, proprio come il barone Chanterelle de "La bambola di carne", quello a cui più tiene è la perpetuazione della propria stirpe.

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