9 gennaio 2009

Drugstore Cowboy (Gus Van Sant, 1989)

Drugstore Cowboy (id.)
di Gus Van Sant – USA 1989
con Matt Dillon, Kelly Lynch
***

Visto in DVD.

Bob (un ottimo Matt Dillon) è a capo di un gruppo di quattro tossicomani che rapinano drugstore, farmacie e ospedali nel nord-ovest degli Stati Uniti per procurarsi farmaci di ogni tipo. Più che di una banda, però, si tratta quasi di una famiglia: ne fanno parte infatti sua moglie Dianne (Kelly Lynch), l'amico Rick (James Le Gros) e la giovane Nadine (Heather Graham). La loro esistenza è folle, incosciente e disperata, vissuta fra i momenti di lucidità e quelli di abbandono alle allucinazioni, e fatta di continue fughe, colpi spericolati e notti trascorse nei motel, sempre braccati da un ostinato poliziotto (James Remar, già visto ne "I guerrieri della notte") che forse si è preso a cuore le sorti del ragazzo. Dopo aver dissolto il gruppo, ormai consapevole che la strada che ha intrapreso è senza uscita e porta solo all'autodistruzione, Bob cercherà di rifarsi una vita pulita e di trovare un lavoro onesto (che, ironicamente, consiste nel continuare a "fare buchi", questa volta con un trapano in un'officina meccanica). Ma il passato tornerà a braccarlo. Il secondo film di Van Sant è tratto da un romanzo autobiografico di James Fogle che all'epoca non era stato ancora pubblicato (fu dato alle stampe solo l'anno dopo, nel 1990, quando Fogle uscì di prigione). Vi compare anche William S. Burroughs nel ruolo di un anziano prete tossicomane che fa da padre spirituale, in tutti i sensi, al protagonista. La fotografia dai colori accesi, l'interessante colonna sonora, la caratterizzazione di Bob (ossessionato dalle superstizioni) e lo sfondo dell'America degli anni settanta contribuiscono a renderla una pellicola bella e coinvolgente che parla di dipendenza e sopravvivenza senza trinciare giudizi morali o mostrare autocompiacimento, nemmeno a livello di estetica cinematografica (come invece fa "Requiem for a dream" di Aronofsky), e che proprio per questo motivo mi è parsa più convincente ed equilibrata.

9 commenti:

iosif ha detto...

l'ho visto anche io, per la prima volta, pochi giorni fa. piaciuto.

Martin ha detto...

Dev'essere una strana congiunzione astrale perchè anche io l'ho appena visto senza averlo mai visto in tutti questi anni.
Van Sant al suo meglio o quasi, questo stile realistico e apparentemente poco raffinato gli permette di dare il meglio di sè.

Christian ha detto...

Sì, proprio una coincidenza. Anch'io avevo il DVD in attesa da parecchio tempo e ho deciso di vederlo pochi giorni fa, quasi per caso. Un film bello e per fortuna non ricattatorio.

Anonimo ha detto...

Secondo me e' il miglior film di van Sant, perche'riesce ad equilibrare forma e sostanza, con soluzioni formali che non eccedono la struttura classica del racconto ma al contrario ne potenziano l'efficacia.
A riguardo sembrerebbe che l'ultimo Van Sant, sto parlando dell'imminente MILK, si ricolleghi al tipo di cinema espresso con DRUGSTORE COWBOY, con un uso della telecamera meno stilizzato e piu' statico.
Ciao
NICKOFTIME

Christian ha detto...

Sono sostanzialmente d'accordo, anche se a me "Elephant" e "Paranoid Park" sono piaciuti parecchio. Ciao!

Reflecting ha detto...

Per me è il miglior film di Van Sant.

Christian ha detto...

Sicuramente fra i migliori, ma ora vorrei rivedermi "Belli e dannati".

Luciano ha detto...

Un'ottimo, splendido film per me quasi al livello di Gerry ed Elephant.

Christian ha detto...

Ecco, "Gerry" a me manca ancora.