5 dicembre 2008

Storia di erbe fluttuanti (Y. Ozu, 1934)

Storia di erbe fluttuanti (Ukigusa monogatari)
di Yasujiro Ozu – Giappone 1934
con Takeshi Sakamoto, Koji Mitsui
**1/2

Rivisto in DVD (registrato da "Fuori Orario").

Una compagnia itinerante di attori teatrali (le "erbe fluttuanti" del titolo) torna dopo alcuni anni a far tappa nel villaggio di montagna dove vive il ventenne Shinkichi, che all'insaputa di tutti è il figlio illegittimo del capo della troupe, Kihachi. La madre del ragazzo, proprietaria di un negozio di liquori, lo ha allevato senza rivelargli mai l'identità del padre. L'attuale amante di Kihachi, un'attrice della compagnia, scopre il suo segreto e chiede alla giovane collega Otoki di sedurre per gioco Shinkichi: ma i due ragazzi si innamoreranno davvero. Quando la verità verrà fuori, padre e figlio avranno un duro scontro. Riciclando come al solito alcuni temi e situazioni di pellicole precedenti (il personaggio di Shinkichi ricorda il protagonista di "Una madre deve essere amata", la scena in cui gli attori cantano insieme dopo aver deciso di sciogliere la compagnia sembra provenire da "Il coro di Tokyo"), ma con un'inedita ambientazione rurale anziché quella urbana più consueta, Ozu racconta una storia ambientata nel mondo del teatro, setting frequentato spesso dal cinema giapponese dell'epoca (si pensi a Mizoguchi). La vita dei teatranti è descritta come un'esistenza di stenti e di ripiego, qualcosa che il padre non augura al proprio figlio: proprio per questo motivo, infatti, gli ha sempre tenuto nascosta la propria identità, continuando però segretamente a mantenerlo e a pagargli gli studi. Allo stesso modo, Kihachi non approva la relazione del figlio con Otoki perché considera chi lavora nel mondo dello spettacolo (compreso sé stesso) come un poco di buono. E nel finale, prima di riconciliarsi con l'amante e di partire con lei in cerca di una nuova scrittura, dice ai suoi colleghi: "chi riesce a trovare un lavoro onesto, abbandoni questo mestiere". Le scene che descrivono i rapporti fra i personaggi sono intermezzate da numerose gag che riguardano la troupe, e in particolare il piccolo Tokkan Kozo, presenza costante nei lavori muti di Ozu. Nel 1959 il regista girerà un remake sonoro e a colori del film, intitolato semplicemente "Erbe fluttuanti".

2 commenti:

Dan ha detto...

Per me, il suo film più bello.

Christian ha detto...

Addirittura? Non mi sembra che possa reggere il confronto con i grandi film del dopoguerra...
Per la cronaca, il mio preferito (anche se non li ho visti tutti) è "Tarda primavera".