13 novembre 2008

Princess Mononoke (H. Miyazaki, 1997)

Princess Mononoke (Mononoke hime)
di Hayao Miyazaki – Giappone 1997
animazione tradizionale
***

Rivisto in DVD, con Hiromi, in originale con sottotitoli.

Il primo film di Miyazaki giunto nelle sale del nostro paese (ma solo perché in precedenza era uscito negli Stati Uniti, altrimenti ad aspettare i nostri distributori staremmo freschi) è anche uno dei suoi lavori più impegnativi e "adulti". Ambientato in un Giappone feudale e ancestrale, cruento e animista (siamo nell'era Muromachi, 1303-1573), narra il conflitto fra gli spiriti-animali di un'immensa foresta sacra e gli uomini che vorrebbero distruggerla per estrarre il ferro dalla montagna sottostante e costruire armi nuove e sempre più potenti. Ma le fazioni in gioco sono molte (ci sono anche bande di samurai e di briganti che vogliono conquistare la Città del Ferro, attirati dalle sue ricchezze, e subdoli monaci che intendono impadronirsi della testa dello Shishigami, lo spirito supremo della foresta, per donarla all'imperatore, convinto che possa dargli l'immortalità), e il bene e il male non stanno da una sola parte, come testimonia il fatto che la "cattiva" Eboshi difende i diritti di donne e contadini... A lottare a fianco degli animali c'è anche San, "la principessa Mononoke", una ragazza selvatica e allevata dai lupi, mentre il protagonista – il principe Ashitaka, proveniente da un lontano villaggio e ultimo erede di un'antica civiltà – è l'unico che prova a mediare fra i contendenti e a non lasciarsi pervadere dall'odio, sentimento che può trasformare persino gli spiriti benigni in demoni furiosi e assetati di sangue. Per proteggere il suo villaggio da uno di questi, Ashitaka è stato colpito da una strana maledizione: ed è proprio per trovare una cura che si mette in viaggio e scopre come il mondo stia cambiando velocemente. Visivamente magnifico (con disegni e scenografie suggestive) e cinematograficamente perfetto (le scene d'azione, gli inseguimenti e gli scontri sono dinamici e coinvolgenti), il film è sicuramente il più complesso e violento di tutti quelli del maestro Miyazaki (nei combattimenti volano teste e braccia) e fa un uso massiccio – per i suoi standard – di computer grafica, per esempio nelle scene della trasformazione del dio Shishigami. La pellicola può anche contare, come al solito, su una bellissima colonna sonora di Joe Hisaishi: la canzone principale è cantata da Yoshikazu Mera, un controtenore (ossia un uomo che canta in falsetto, raggiungendo un registro da contralto o da soprano). Personalmente trovo stupendo il brano "Ashitaka to San", lo ascolterei in loop per ore intere!

Rispetto ai film precedenti, ho notato alcuni paralleli con "Nausicaä" (il giovane principe di una cultura isolata e ai margini della civiltà viene coinvolto in una lotta fra due grandi fazioni, una delle quali è guidata da una donna forte ed energica) e con "Totoro" (anche se in questo caso gli spiriti della natura e degli alberi dimostrano di non essere così amichevoli: ma i simpatici kodama, il cui volto ricorda "L'urlo" di Munch, sembrano invece innocui). Negli Stati Uniti i dialoghi del film sono stati adattati da Neil Gaiman, che comunque ha cercato di mantenere il senso della versione originale, semplicemente chiarendo agli spettatori occidentali alcuni riferimenti ai miti animisti nipponici. In quella italiana, invece, sono stati completamente alterati (per rendersene conto, basta guardare il DVD con i sottotitoli, che spesso compaiono anche in momenti in cui i personaggi nella versione giapponese non dicono nulla) e in particolare il significato del finale è stato completamente stravolto. Dopo la distruzione della Città del Ferro, in originale e in inglese, la sua padrona non manifesta pentimento e dichiara semplicemente di volerla ricostruire: in italiano, invece, il doppiaggio le fa affermare retoricamente "Oggi ho capito che la foresta è sacra e nessuno ha il diritto di profanarla". E il monaco aggiunge come chiosa "A quanto pare, la natura stavolta ha avuto la meglio", mentre in giapponese esclamava cinicamente: "Io ci rinuncio, non posso vincere contro gli stupidi". E poi c'è chi accusa Miyazaki di eccessivo fervore ecologista! Un'altra (l'ennesima) dimostrazione della cialtronaggine dei distributori e degli adattatori italiani.

Nota: per creare la magica foresta della principessa Mononoke, Miyazaki si è ispirato agli antichissimi e giganteschi alberi che ricoprono l'isola di Yakushima, a sud di Kyushu. Ci sono stato proprio questa estate, in compagnia di Hiromi, ed è un luogo davvero affascinante! Oggi, naturalmente, c'è un bel cartello che recita "Mononoke hime no mori"...

7 commenti:

Dan ha detto...

"Miyazaki si è ispirato agli antichissimi e giganteschi alberi che ricoprono l'isola di Yakushima, a sud di Kyushu. "

Ottima informazione! Ne farò tesoro.

Sul film... be', grandissimo capolavoro, non c'è che dire.
Concordo molto anche sul quel brano... ma anche in generale, l'ho sempre trovata una delle più affascinanti colonne musicali da lui composte.

Christian ha detto...

Se hai intenzione di farti una breve vacanza a Yakushima, non posso che incoraggiarti ^_^: è un'isola davvero splendida. Fra qualche giorno, non appena avrò finito di mettervi ordine, cercherò di postare alcune foto della foresta sul mio altro blog, Il club di Groucho.

Quanto alle musica, è difficile fare una classifica delle colonne sonore di Hisaishi: anche considerando quelle per i film di Kitano, sono tutte molto belle! Ma questa è di certo una delle più suggestive.

Dan ha detto...

Fra qualche giorno, non appena avrò finito di mettervi ordine, cercherò di postare alcune foto della foresta sul mio altro blog, Il club di Groucho"

Magari!

iosif ha detto...

non sapevo dello stravolgimento del finale. in effetti quelle frasi erano sempre parse buttate lì.
mononoke è il mio miyazaki preferito, l'hai ben descritto, e credo sia un film da massimo dei voti.
ma hiromi è la tua ragazza? giapponese? in qualche modo è possibile fare un viaggio in giappone senza vendersi un rene?

Christian ha detto...

I miei Miyazaki preferiti invece sono "Totoro" e "Laputa", seguiti da "La città incantata", "Nausicaä" e "Kiki"... ma c'è solo l'imbarazzo della scelta e ognuno può farsi le proprie classifiche!

Sì, Hiromi è la mia ragazza. Quest'estate siamo stati insieme in Giappone e, tutto sommato, è stato meno caro del previsto (grazie all'euro "gonfiato": già ora, a distanza di qualche mese, conviene di meno). I prezzi dei voli possono variare di molto da un giorno all'altro, bisogna cercare l'offerta più conveniente, mentre lì le cose veramente care sono i trasporti, anche se efficientissimi e puntualissimi. Per cibo e alloggi, invece, nessun problema: se ne trovano di tutti i tipi e per tutte le tasche.

Christian ha detto...

Ecco le foto di Yakushima!

http://clubgroucho.blogspot.com/2008/11/yakushima.html

Dan ha detto...

Ho commentato di là! ありがとう。