6 settembre 2008

Sono stato bocciato, ma... (Yasujiro Ozu, 1930)

Sono stato bocciato, ma... (Rakudai wa shita keredo)
di Yasujiro Ozu – Giappone 1930
con Tatsuo Saito, Kinuyo Tanaka
**1/2

Rivisto in DVD (registrato da "Fuori Orario").

Seconda di tre pellicole di Ozu con un titolo simile (dopo "Mi sono laureato, ma..." e prima di "Sono nato, ma..."), anche questo, come "Giorni di gioventù", è un gakusei-mono, ovvero un film sugli studenti, sulla loro vita, gli scherzi goliardici, i rapporti con i professori. Il protagonista Shomachi divide la stanza con quattro compagni di studi ma preferisce bighellonare con un gruppo di amici che escogitano ogni possibile trucco per passare gli esami universitari senza dover studiare. La tattica di Shomachi è quella di scriversi gli appunti sulla camicia: ma quando la padrona di casa manda l'abito in lavanderia, il ragazzo non ha più scampo e viene inesorabilmente bocciato. I suoi compagni di stanza, invece, si laureano tutti. Faticano però a trovare lavoro e si ritrovano a rimpiangere gli anni spensierati dell'università: "vista la situazione, che bisogno c'era di laurearsi così in fretta?". Il film è ricco di numerose gag (come quella del foglio di appunti appeso alla schiena del professore durante gli esami), con alcuni debiti verso Harold Lloyd ("The freshman") e Buster Keaton. Quando Shomachi viene bocciato, si vede per un attimo l'immagine di un cappio (ma è solo la corda di una lampada) e poi il ragazzo che afferra un paio di forbici (ma solo per tagliarsi le unghie dei piedi!). Nella seconda parte, Ozu indugia a scrutare i pensieri dei personaggi, ma si diverte anche a filmare i loro movimenti "di gruppo", all'unisono. Molto bella la scena in cui, con due carrellate, mostra l'elenco dei nomi dei promossi appeso alla parete e i volti degli studenti che lo leggono con apprensione. Nel cast ricompaiono anche il piccolo Tomio Aoki (da "Un bambino che non si ferma mai"), Chishu Ryu (uno dei compagni di classe) e Kinuyo Tanaka (la cameriera del bar che regala la cravatta a Shomachi).

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