29 agosto 2008

Il cavaliere oscuro (C. Nolan, 2008)

Il cavaliere oscuro (The Dark Knight)
di Christopher Nolan – USA 2008
con Christian Bale, Heath Ledger
***

Visto al cinema Colosseo, con Marisa.

Il secondo film del ciclo del Batman di Nolan punta, sin dal titolo, su atmosfere cupe e notturne, sicuramente le più tragiche e disperate mai viste prima in una pellicola dell'uomo pipistrello. Si lega direttamente al lungometraggio precedente (concedendo anche una comparsata allo Spaventapasseri interpretato da Cillian Murphy) e ne riprende l'intero cast, fatta eccezione per la mediocre Katie Holmes, sostituita da Maggie Gyllenhall (e il personaggio femminile, pur restando il più debole del film, acquista importanza e peso nell'economia della vicenda). Restando in tema di attori, non si può non sottolineare come la prematura morte di Heath Ledger abbia ulteriormente catalizzato interesse intorno alla pellicola, dandogli la fama di "maledetta" (vedi anche l'incidente stradale di Morgan Freeman e i guai giudiziari di Bale) e contribuendo forse al suo spropositato successo al botteghino: per di più l'interpretazione di Ledger non è banale e rende il Joker un personaggio ancor più imprevedibile e folle di quanto non fosse nelle precedenti incarnazioni cinematografiche, televisive o fumettistiche, uscendo dai confini della macchietta in cui talvolta viene rinchiuso e trasformandosi in una variabile volatile e inafferrabile, priva di qualsivoglia empatia con il mondo che lo circonda, che attraversa l'intero film come una scheggia impazzita e del quale noi spettatori – ma anche gli altri personaggi – non arriviamo a saper nulla: né le origini, né le motivazioni, né il vero significato della sua anarchica voglia di distruzione. Ampio spazio è riservato invece al background del secondo supervillain del film, Harvey Dent alias Due Facce, interpretato con dinamismo dal bravo Aaron Eckhart e le cui origini, nel primo film di Schumacher, erano colpevolmente sbrigative: anche questo è un indice dell'estremo realismo al quale Nolan ha improntato il suo ciclo, che comprende una costruzione lenta e verosimile dei personaggi principali e di tutti quegli aspetti che fanno parte della "mitologia" del fumetto. Lo stesso realismo si trova nella rappresentazione della violenza, nella relativa mancanza di teatralità e di scenografie fumettistiche, nel rigetto del post-moderno (vivaddio!) e soprattutto nella descrizione della città di Gotham, a tratti – insieme ai suoi abitanti – vera protagonista della pellicola, quasi più di Batman stesso: una Gotham assai lontana da quel "parco dei divertimenti" che faceva da sfondo ai film di Burton e Schumacher e più simile a una città reale, quasi indistinguibile da New York o dalla Hong Kong che si vede nella breve trasferta asiatica di Batman. Ciò che più mi è piaciuto del film, comunque, è la sceneggiatura (anche perché sto attraversando una fase in cui dò meno importanza agli aspetti puramente tecnici di un film: forse anche per questo le lunghe scene d'azione – per quanto ben fatte e spettacolari – non mi hanno impressionato più di tanto). In particolar modo ho trovato davvero intriganti le tecniche di social engineering messe in atto dal Joker: dapprima elementari, come il ricatto a Batman affinché si smascheri o la richiesta alla popolazione di Gotham di ammazzare l'avvocato che stava per rivelare l'identità del pipistrello (due azioni, fra l'altro, in contraddizione fra loro, a dimostrare la schizofrenia anarcoide del villain), poi più sofisticate, come la possibilità offerta ai passeggeri di ciascuno dei due traghetti di salvarsi facendo affondare l'altro (una variante del "dilemma del prigioniero" usato nella teoria dei giochi). Nonostante il titolo, la storia non è tratta dal capolavoro di Miller "Il ritorno del cavaliere oscuro", anche se qua e là ne affiorano alcuni suggestioni: per esempio il proliferare di imitatori di Batman che ergono l'uomo-pipistrello suo malgrado a simbolo da imitare, proprio mentre Bruce Wayne vorrebbe invece cessare la sua crociata e favorire l'avvento di un eroe "legale" come Harvey Dent. Nel complesso, dunque, un ottimo film: anche se forse non superiore a "Batman begins".

7 commenti:

Mario Scafidi ha detto...

sei il primo che leggo aver apprezzato più batman begins che questo.. io non ho visto begins, ma il cavaliere oscuro non mi ha detto nulla...

Christian ha detto...

In realtà non sono ancora sicuro se mi sia piaciuto di più "Batman begins" o questo... dovrò rivederli per decidere! ^_^
Comunque lo ritengo un ottimo film, ma non quel capolavoro assoluto che si dice in giro. A sentire certi commenti, pensavo quasi di stare per vedere un nuovo film di Kubrick...

Luciano ha detto...

Concordo con la tua recensione. Un ottimo film. Per quanto riguarda Batman begins... dovrei rivederlo, perché al momento non saprei paragonarli.

Martin ha detto...

Ragione in più per non abusare di commenti e recensioni di film ancora da vedere.
Non ci potrà essere la controprova ma, per quanto ti conosco, sono sicuro che se del film non avessi letto nulla saresti entusiasta quanto lo sono io.

Christian ha detto...

A distanza di una decina di giorni, il film mi è "cresciuto" parecchio e mi sono quasi convinto che forse è davvero superiore a "Begins", se non altro per la maggior compattezza. E poi quel Joker è davvero un personaggio fenomenale...

Martin ha detto...

Per quanto ti conosco la tua reazione "freddina" (rispetto alle mie previsioni) mi aveva stupito parecchio. Ora direi che ci siamo.

Christian ha detto...

Aggiornamento Oscar: Heath Ledger ha vinto la statuetta come miglior attore non protagonista. Non dico che non fosse meritata, ma mi sa tanto di premio "alla memoria"...