17 giugno 2008

Stranger than paradise (Jim Jarmusch, 1984)

Stranger than paradise (id.)
di Jim Jarmusch – USA 1984
con John Lurie, Eszter Balint, Richard Edson
**1/2

Visto allo spazio Oberdan, in originale con sottotitoli (retrospettiva di Cannes).

Bola, che si fa chiamare Willie rinnegando le proprie origini ungheresi, riceve nel proprio appartamento di New York la visita della cugina Eva, appena giunta da Budapest. Un anno più tardi, in compagnia dell'amico Eddie, ricambia la visita andando a trovare Eva e la zia, che vivono a Cleveland, e propone alla cugina di andare tutti e tre in Florida. Ma non ci arriveranno mai, e perderanno l'uno le tracce dell'altro. Un film estremamente minimalista, il cui stile può ricordare il teatro dell'assurdo, girato in bianco e nero e costituito da una serie di (brevi) piani sequenza intervallati da fotogrammi neri che raccontano storie di vita e noia quotidiana, di partite a poker e di scommesse alle corse, di stanze d'albergo e di laghi ghiacciati, di strani incontri e altrettanto strane separazioni. L'atmosfera è intrigante e per fortuna non si sente odore di manierismo, ma si percepisce che si tratta di un cortometraggio allungato (inizialmente era prevista solo la prima parte, quella ambientata a New York, quasi sempre nell'appartamento di Willie). In Italia è uscito soltanto in lingua originale, con sottotitoli che a volte edulcorano i dialoghi (per esempio, quando la zia sbotta in un "You son of a bitch!", i sottotitoli recitano "Che disgraziato!"). Pare che per realizzarlo Jarmusch abbia sfruttato quel che restava della pellicola usata da Wenders per girare "Lo stato delle cose".

4 commenti:

iosif ha detto...

applausi per jarmusch!

Christian ha detto...

Il suo film che finora mi è piaciuto di più (ma non li ho visti tutti) è sicuramente "Ghost Dog". Non sono male nemmeno le pellicole minimaliste degli inizi (questa, "Down by law", "Coffee and cigarettes", ecc.) mentre "Dead man" e "Broken flowers" non mi hanno colpito più di tanto. Comunque resta un regista interessante e da seguire, che porta avanti una sua poetica personale.

iosif ha detto...

è uno dei miei preferiti. non il miglior regista, ma quello a cui sono più affezionato. se ti va, dai uno sguardo a questa cosa scritta qualche giorno fa.

http://slowfilm.splinder.com/post/17380619/Jim+Jarmusch

ciao :)

Christian ha detto...

Ho letto, molto interessante, grazie del link!
Sei sicuramente più in sintonia di me con il regista, ma mi hai anche fatto venire voglia di vedere quei suoi lavori che non ho ancora mai visto (oltre che di rivedere "Down by law")...