16 giugno 2008

La frontière de l'aube (P. Garrel, 2008)

La frontière de l'aube
di Philippe Garrel – Francia 2005
con Louis Garrel, Laura Smet
*

Visto al cinema Arcobaleno, in originale con sottotitoli (rassegna di Cannes).

Un giovane fotografo si innamora di un'attrice, ma poi la lascia e questa si suicida. Un anno dopo, proprio mentre lui sta per sposarsi con un'altra donna, il fantasma di lei comincerà ad apparirgli negli specchi per chiedergli di raggiungerla nella morte. Un film sterile e vuoto, chiuso in una ricerca formale che si esaurisce nel solito bianco e nero (come in "Les amants réguliers"), nella fotografia sgranata, nei primissimi piani dei volti, nella musica da camera e nelle dissolvenze a iride come nei film muti. Garrel, che continua a usare il proprio figlio come protagonista, gira in maniera barbosa e soporifera, incapace di offrire un guizzo, una scossa o un'emozione: dei personaggi e della loro storia non ci importa mai niente, e la svolta metafisica della seconda parte è più ridicola che altro.

2 commenti:

monia ha detto...

ne ho letto male un pò ovunque, spero di riuscire a vederlo il prima possibile. la tua recensione mi conferma quello che ho pensato dal suo ultimo film: garrel non ha più niente da dire, un esercizio di stile con les amants réguliers, forse, bastava .

Christian ha detto...

Direi proprio di sì, Monia. Per la cronaca, mi pare che Alberto Pezzotta sia stato uno dei pochi critici ad averne parlato bene.